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Piazza Duomo deserta

Piazza Duomo deserta

Com'è triste Messina, la prima notte di coprifuoco: le immagini di una città spettrale

In città dopo le ordinanze di contenimento per contrastare il contagio da coronavirus vige il rispetto delle normative. Nessuno in giro per strada ben prima dell'orario imposto. Bar e locali notturni chiusi

Strade vuote, piazze deserte, saracinesche abbassate. Queste sono le immagini che riportano a pochi mesi fa, quando, dopo il 9 marzo, l'Italia è caduta nell'incubo coronavirus con la serrata di tutte le attività produttive. Con l'aumento dei contagi e i nuovi provvedimenti nazionali e regionali cala nuovamente sulla città il silenzio. Tutti rispettano il coprifuoco delle 23 imposto dal presidente della regione Nello Musumeci e Messina ripiomba in quelle settimane di angoscia e isolamento, fra vicoli vuoti e strade dove non passa anima viva. Poche macchine in circolazione e quasi nessuno fuori per fare una passeggiata già dalle 21. 

Un contrasto con il fascino vitale delle luci dello Stretto che niente possono fare per combattere la desolazione delle piazze private della loro funzione aggregativa, sociale, e che oggi sembrano spettri di un presente cristallizzato. Unico baluardo di vita i pochi bar, ristoranti e pizzerie rimasti aperti per l'attività di asporto e domicilio, che durante la prima serata hanno registrato un flusso di richieste inferiore alle aspettative. Da Piazza Duomo a Piazza Municipio, da Piazza Cairoli alla via Garibaldi, da Cristo Re a Piazza Lepanto tutto tace sotto una luna che squarcia una serata mite e il cielo senza nuvole di una città fantasma. 

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