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Vaccini anti Covid, Gimbe: "In Sicilia campagna in ritardo e anomalia dei dati"

Solo il 4,8% della popolazione dell'Isola ha completato il ciclo. Più di 150 mila le dosi somministrate a categorie non prioritarie sotto la voce "altro". I dati emergono dal monitoraggio realizzato dalla Fondazione per studiare l'andamento dell'epidemia. Al momento le prenotazioni sono sospese

In Sicilia la campagna di vaccinazione è in ritardo e ci sono delle anomalie nei dati di chi ha beneficiato delle dosi". Il quadro emerge dal monitoraggio realizzato dalla Fondazione Gimbe al fine di comprendere l'evoluzione della pandemia. Sono più di 150 mila le dosi di vaccino somministrate nella nostra Regione a categorie non prioritarie, quelle che rientrano sotto la generica dicitura "altro". Si tratta del 19,5% dei vaccinati. L'Isola si piazza al primo posto della classifica. A seguire, con oltre 137 mila dosi (il 18,3% del totale), la Campania. Al contrario nella Provincia autonoma di Trento gli "altri" sono stati poco più di duemila. In Sicilia inoltre resta bassa la percentuale di popolazione che ha completato il ciclo di vaccini: solo il 4,8%. Nella provincia autonoma di Bolzano, al primo posto di questa classifica, la percentuale sale al 6,9.

Intanto in questi giorni non è possibile prenotarsi sul portale dedicato. Non possono nè gli anziani, nè i soggetti vulnerabili o fragili. Il commissario per l'emergenza Renato Costa ieri ha assicurato che il problema dovrebbe risolversi a breve, visto che sull'Isola sono in arrivo dosi di Pfizer e Moderna. Vedremo.

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In Italia solo 3.143.159 milioni di persone (il 5,3% della popolazione) hanno completato il ciclo vaccinale. Nel dettaglio:

Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 1.274.567 (28,8%) hanno completato il ciclo vaccinale e 1.212.019 (27,4%) hanno ricevuto solo la prima dose, con le consuete rilevanti differenze regionali (figura 7).

Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, solo 106.506 (1,8%) hanno completato il ciclo vaccinale e 481.418 (8,1%) hanno ricevuto solo la prima dose, anche qui con notevoli difformità regionali (figura 8).

Elevata fragilità (soggetti estremamente vulnerabili e portatori di disabilità gravi): anche se individuati dal piano vaccinale come categoria prioritaria subito dopo gli over 80, al momento la rendicontazione del database ufficiale non prevede una specifica categoria.

"Non si può escludere – spiega il presidente della fondazione Gimbe, il palermitano Nino Cartabellotta – che nella categoria denominata “altro”, con oltre 1,4 milioni di dosi (14,4% del totale delle somministrazioni), rientri un certo numero di soggetti fragili". Escludendo da questo “contenitore” le 572.692 dosi (39,6%) somministrate a persone over 70, considerabili a rischio per fascia anagrafica, resta da fare luce su 873.787 (60,4%) dosi somministrate a soggetti di cui non è possibile rilevare altre indicazioni di priorità.

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Posti letto in terapie intensiva

L'unico dato positivo in Sicilia è relativo alle terapie intensive: occupato, da pazienti Covid, solo il 16% dei posti letto. In Lombardia e nelle Marche, il dato supera il 60%."Sul versante ospedaliero - aggiunge Renata Gili, responsabile Ricerca sui servizi sanitari della Fondazione Gimbe - entrambe le soglie di allerta di occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid in area medica (>40%) e in terapia intensiva (>30%) sono superate a livello nazionale, attestandosi rispettivamente al 44% e al 41%: 10 le Regioni sopra soglia per l'area medica e 13 quelle per le terapie intensive". In particolare, l'occupazione di pazienti Covid in terapia intensiva supera il 40% in Puglia, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Toscana, Molise, Lazio e il 50% in Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Emilia-Romagna, con valori superiori al 60% in Lombardia e nelle Marche. "Sul fronte dei nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva - puntualizza Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE - dopo la frenata registrata la scorsa settimana, il dato si è stabilizzato".

Fonte: PalermoToday

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