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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Coronavirus, due morti in 24 ore: sale il numero dei ricoveri nelle terapie intensive

I dati dell'Ufficio per l'emergenza parlano di 15 persone fra Papardo e Policlinico. Così il report dei nuovi positivi comune per comune

Due morti nelle ultime 24 ore e 15 persone ricoverate nelle terapie intensive, 11 al Policlinico e 5 al Papardo (due in più rispetto a ieri). Sono i dati giornalieri in città e provincia dell'Ufficio per l'emergenza Covid. Stabile il numero dei posti letto occupati. Il report: al Papardo 19, al Cutroni Zodda di Barcellona 24, al Policlinico 79, al Piemonte 20.

Si tratta comunque di numeri sotto controllo che documentano un calo nelle utime settimane. Sono 540 i positivi del giorno in città e provincia (274 solo a Messina) per un totale di attuali positivi di 8021. Di seguito la tabella con i dati comune per comune.

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Estate tranquilla all'orizzone

Le indicazioni, a livello nazionale, sono di cauto ottimismo. L'estate 2022 - ha sottolineato a Sky Tg24 Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità - potrà essere vissuta con maggiore normalità rispetto al pericolo Covid-19, specie "perché la situazione climatica" della bella stagione "è favorevole. Del resto, sia il 2020 che il 2021 ci hanno documentato come la circolazione virale" di Sars-CoV-2 "si riduceva". Ed è successo appunto "anche nel 2020, anno in cui non c'era la protezione vaccinale". Dunque "è chiaro da questo punto di vista che la proiezione", anche "per quel che riguarda l'occupazione dei posti letto nelle aree mediche e nelle terapie intensive, è largamente favorevole". 

Le ipotesi sulla vaccinazione

Per quanto riguarda la vaccinazione, non si esclude invece l'esigenza di una nuova campagna in autunno "per un richiamo generalizzato, oltre che per gli over 80, i fragili e ovviamente i non vaccinati. La speranza è che per allora si possa avere un vaccino aggiornato, più efficace sia verso la malattia sia verso il contagio, e che venga somministrato insieme all'antinfluenzale", perché "l'influenza può diventare molto rischiosa se si somma al Covid".

Lo spiega Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas e presidente di Fondazione Humanitas per la ricerca, in un'intervista pubblicata da 'La Stampa' in vista di un intervento dell'immunologo questo pomeriggio alle 17.30, al Centro congressi Santo Volto di Torino sul tema pandemia. Per combatterla, "il sogno vero" dello scienziato "sarebbe un vaccino che prevedesse pure le varianti future" di Sars-CoV-2. "Dico sogno perché è stato coltivato a lungo per l'influenza - ricorda - senza successo". Quanto alla decisione delle categorie alle quali viene già proposta in questi giorni la quarta dose, Mantovani la ritiene "una soluzione saggia, anche se ci sono pochi dati. Sulla sicurezza e sull'utilità a breve tempo" del secondo booster "non ci sono dubbi. Anche se - precisa - uno studio di Vax4frail, consorzio che raggruppa 13 istituti di ricerca italiani, dimostra che tra anziani e fragili c'è grande variabilità di risposta alla quarta dose. Detto questo, nulla di strano: già per altri vaccini si ripetono le dosi ai soggetti che non rispondono bene". Sulle mascherine, l'esperto raccomanda prudenza. "Come tutti anch'io sono stufo di portare la mascherina, ma continuerò a farlo al chiuso e negli assembramenti", assicura, consigliando di fare lo stesso "soprattutto agli over 80 e a chi ha patologie particolari". Al chiuso "si può togliere l'obbligo", prospetta Mantovani in vista della scadenza del 30 aprile, però "con una raccomandazione molto forte nei confronti delle persone anziane e fragili, e ricordando che ognuno di noi ne frequenta". Quanto al Green pass, "rispetto l'idea di toglierlo - risponde lo specialista - ma ci sono affezionato e mi piace farlo controllare anche quando non me lo chiedono". Per questo, da scienziato "posso dire che lo trovo utile, anche nella versione rafforzata. E se verrà tolto, ne sentirò la mancanza". Non solo: senza pass nei locali i vaccinati si troveranno a contatto con i non vaccinati, e "anche se i vaccinati con tre dosi o i guariti con due dosi sono tuttora molto protetti verso la malattia grave", conferma l'immunologo, sarebbe meglio "evitare pure le infezioni leggere".

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