Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Coronavirus, Caudo: “Medici in prima linea e a rischio ma l'Ordine non è mai stato coinvolto nelle scelte”

Notizie infondate sul web, carenza di dispositivi di sicurezza e necessità di disporre i tamponi per i sanitari. Ecco i punti sollecitati al presidente. Che annuncia anche l'istituzione di una task-force

“I medici stanno pagando un prezzo troppo alto, sia in termini di qualità che di quantità di lavoro, pur consapevoli del costante ed elevato rischio di contagio a cui sono quotidianamente sottoposti nell’esercizio delle proprie funzioni, con repentaglio per sé stessi e, conseguentemente, di riflesso per i propri familiari e per l’intera collettività alla quale continuano a non far mancare la propria dedizione ed il necessario supporto”.

E' un passaggio chiave della nota del presidente dell'Ordine dei medici e degli odontoiatri, Giacomo Caudo, sulla pandemia da coronavirus, i risvolti per la classe medica e i provvedimenti adottati senza il coinvolgimento dell'Ordine stesso.

“La pandemia da Coronavirus ha già raggiunto il nostro territorio e non tarderà a mostrare i suoi prevedibili e devastanti effetti - scrive nella nota il presidente -  Il tempo intercorso, se ben utilizzato, avrebbe potuto permettere una adeguata organizzazione per affrontare il problema, approfittando delle esperienze e del sapere di chi sta già lavorando da tempo sul fronte dell’emergenza sanitaria. A tutt’oggi si registra con rammarico una inadeguatezza dei provvedimenti adottati, che appaiono insufficienti e talora contraddittori, purtroppo spesso lasciati alla libera interpretazione di chi invece è tenuto ad osservarli. Manca la guida di una vera cabina di regia nell’ambito dei nostri decisori istituzionali e l’Ordine denuncia il suo mancato coinvolgimento nella organizzazione delle strategie di contrasto, pur essendo un organo sussidiario dello Stato, preposto alla tutela della salute pubblica. Ente che, oltre a rappresentare nei fatti l’istituzione, possiede conoscenze che avrebbero potuto essere utili alle scelte politiche e assistenziali. E anche quando è stato coinvolto (una sola volta) nella condivisione delle strategie organizzative, queste, dapprima unanimemente condivise, sono state nella realtà stravolte e diversamente messe in atto. I medici - insiste Caudo - stanno pagando un prezzo troppo alto, sia in termini di qualità che di quantità di lavoro, pur consapevoli del costante ed elevato rischio di contagio a cui sono quotidianamente sottoposti nell’esercizio delle proprie funzioni, con repentaglio per sé stessi e, conseguentemente, di riflesso per i propri familiari e per l’intera collettività alla quale continuano a non far mancare la propria dedizione ed il necessario supporto. È di pubblico dominio che il 10% del totale dei contagiati è personale medico che rappresenta una potenziale fonte di trasmissione del virus, trasformando i medici, loro malgrado, da salvatori di vite in untori. Sono già troppi e purtroppo continueranno ad aumentare i medici e gli operatori sanitari caduti nel corso della loro professione, così come troppe sono le morti dei cittadini”.

Caudo comunica canche che il Consiglio Direttivo di quest’Ordine si è riunito il 18 marzo 2020, in via straordinaria in video conferenza, “nella consapevolezza delle responsabilità oggettive in capo alle amministrazioni preposte, ritiene non più procrastinabile e di evidente urgenza intervenire. Nel denunciare che la condizione attuale del SSN è il risultato di anni di dissennate politiche  di tagli assistenziali orientati alla riduzione delle prestazioni e alle logiche economiche”.

Sei le richieste dell'Ordine che ha annunciato anche l'istituzione di una sua task-force a beneficio di tutti i medici, attivando una casella email dedicata al fine di raccogliere tutte le segnalazioni relative a disfunzioni del sistema assistenziale. Eccoli:

1) approvvigionare con DPI idonei e sicuri e in quantità appropriata “Tutti” i medici che svolgono attività assistenziale;

2) sottoporre tutti i medici a tampone, facendo tesoro della positiva azione svolta nel Comune di Vo Euganeo, permettendo così di evitare che gli operatori sanitari, possano essere, loro malgrado, fonte di contagio;

3) la messa in atto delle disposizioni del Governo centrale secondo le quali la sorveglianza sanitaria attiva è di competenza della Sanità pubblica in attesa delle annunciate USCA, dotando il personale medico in organico a quest’ultima di dispositivi di protezione individuali commisurati al rischio dell’attività di competenza;

4) dare seguito alle direttive consequenziali alla messa in quarantena, vigilando in maniera attenta affinché tutti gli attori della filiera svolgano il loro compito in maniera precisa e soprattutto tempestiva nel rispetto dei protocolli e direttive INPS, anche per gli aspetti certificativi;

5) non dimenticarsi di tutti gli altri cittadini affetti da patologie non legate al coronavirus, garantendo loro accessibilità alle cure ed adeguatezza delle stesse senza abbandonarli al loro destino;

6) sollecitare la popolazione a non riporre fiducia incondizionata nella moltitudine di informazioni circolanti nel web, spesso infondate e pericolosamente fuorvianti, che tendono a sviare dai più corretti comportamenti individuali e perfino dalle giuste terapie che devono essere seguite per le cure del caso.

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