Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Coronavirus, anche il Piemonte convertito in Covid Hospital: la Fp Cgil non ci sta

Il sindacato critica la possibile decisione dell'azienda Neurolesi di acconsentire tout court alla trasformazione del nosocomio di viale Europa. Sulla stessa posizione anche la Uil: "Città privata di un pronto soccorso generale"

L'ospedale Piemonte diventerà Covid Hospital come il padiglione H del Policlinico e gli altri spazi che il nosocomio universitario sta aprendo. Il segretario provinciale della Fp Cgil Antonio Trino e il responsabile Medici della federazione Guglielmo Catalioto scrivono all'azienda Neurolesi che gestisce l'ospedale di viale Europa: "Apprendiamo con sgomento dalla stampa, che questo Management ha deciso di convertire in Covid Hospital l’Azienda, chiudendo ogni attività assistenziale e di Ricerca.  Una simile scelta, presa arbitrariamente e senza il minimo consulto con le parti sindacali, come se non esistessero, rappresenta l’ennesima prova dell’inadeguatezza di codesto Management a gestire questa emergenza, tant’è che il primo vero focolaio fu proprio a Casazza e quando noi in tempi precedenti allo scoppio del focolaio abbiamo scritto chiedendo lumi e denunciando la totale carenza di DPI, oltre che modi poco professionali assunti nei confronti del personale, fummo tacciati di infamia in una nota scomposta in termini e contenuti, dove c’era l’auto-incensazione del proprio lavoro e la grande capacità e bravura di questo Irccs a reperire per tempo i DPI ed in numero adeguato: peccato che la storia dopo solo qualche giorno è sotto gli occhi di tutti!  È assurdo pensare di stravolgere l’attività assistenziale e convertire la mission senza avere locali idonei strutturalmente a gestire COVID, senza avere le necessarie attrezzature, senza avere alcune imprescindibili professionalità quali l’infettivologo, il Pneumologo ed il Virologo.

Rammentiamo - continuano - come fino ad oggi non siete stati autonomi neanche a fare un banale tampone ed il personale attende ancora l’esito di quello fatto, e ora improvvisamente la scienza infusa vi porta a pensare addirittura di essere Covid Hospital, in piena emergenza senza il tempo necessario a mettere in atto tutto quello che andrebbe fatto e che in altre aziende hanno fatto almeno 1 mese prima!  Dove si vuole andare con questi presupposti, pensando di correre quando ancora si cammina a malapena!  Ancora una volta si sta giocando con il personale, che non deve sapere nulla se non quello che esce sulla stampa, stante che chiedono a noi e ne sappiamo meno di loro. Dove si prende altro personale se c’è difficoltà in tutte le aziende a reperire risorse?  In più veniamo a conoscenza, sempre informalmente manco a dirlo, della presunta volontà di avviare le stabilizzazioni, in un momento in cui la confusione regna sovrana, in cui il personale amministrativo, giustamente, è in Smart Working - proseguono - in un momento in cui le energie dovranno essere interamente profuse a combattere COVID 19.  Fra l’altro non dimentichiamo che la pandemica emergenza ha fatto si che venissero accantonate le questioni legate alle famose delibere, da noi contestate, riguardo i passaggi improvvisi di personale e le trasformazioni contrattuali da assistenza a ricerca e viceversa, tutt’altro che trasparenti e certamente meritevoli di verifica, fatti sempre con la medesima modalità autonoma e senza confronto ormai collaudata, tant’è che abbiamo sollecitato il Ministero ad intervenire.  Ora davvero si vuole mettere mano ad una stabilizzazione di personale, che sta lavorando e non rischia il proprio posto, semmai rischia la propria vita a seguito delle deficienze organizzative che sono emerse prepotentemente in questi giorni e sulle quali avevamo deciso di evitare ulteriori interventi per non mettere ulteriormente sottopressione (per senso di responsabilità istituzionale), ma dopo questa ennesima scelta improba non possiamo tacere.  

"Riteniamo assolutamente improponibile - concludono Trino e Catalioto - in questa fase emergenziale pensare di procedere alle stabilizzazioni, soprattutto nelle more di comprendere come il Ministero, da noi interpellato e sollecitato, si esprimerà rispetto a quelle scelte deliberate, per evitare prevedibili contenziosi legati a situazioni potenzialmente paradossali. Chiediamo, rispettosamente ma con determinazione, al sig. Assessore in indirizzo, di prendere una posizione netta e chiara rispetto a quanto sopra, evitando ulteriori errori già commessi ed emersi in questi giorni all’IRCCS Neurolesi".  

Uil: "Città privata di un pronto soccorso generale"

Intanto, anche la Uil interviene sulla questione. A riguardo il sindacato si rivolge alla direzione sanitaria sottolineando come tale scelta "vada a privare la cittadinanza di un pronto soccorso generale in città e dell’unica Terapia Intensiva NoCOVID cittadina, dopo la riconversione di tutti i posti letto di terapia intensiva e della stroke unit del Policlinico, comportando una sicura diminuzione dell’offerta sanitaria di posti letto per acuti NoCOVID e un probabile stravolgimento delle reti dell’emergenza-urgenza tempo-dipendenti”.

Il sindacato mette le mani avanti sui rischi di contagio per gli operatori che presteranno servizio nella struttura. "Occorre rammentare che tale riconversione se dovesse essere eseguita dovrà garantire tutti i necessari e dovuti accorgimenti per prevenire la diffusione del contagio, degli operatori e dei degenti, onde evitare di ripetere quanto recentemente accaduto presso lo stabilimento di Casazza. In quella occasione gli interventi della direzione generale, della direzione scientifica e della direzione medica di presidio sono stati a dir poco inadeguati. Risulta infatti che si sono verificati ritardi nell’effettuazione dei tamponi agli utenti e ai lavoratori, mancanza di idonei DPI e non solo, alcuni lavoratori - afferma Uil - sono stati sbeffeggiati in maniera vergognosa dal direttore medico di presidio sol perché avevano chiesto il ricambio delle semplici mascherine chirurgiche. Solo questo dovrebbe far riflettere il management e la direzione scientifica a trarre le giuste conclusioni".

L' organizzazione sindacale chiede di "provvedere con urgenza ad una completa sanificazione dell’intero stabilimento di Casazza, da parte di ditta all’uopo specializzata con rilascio di attestazione di ripristino della salubrità del sopracitato stabilimento da pubblicare sul sito aziendale. Il Piemonte, trasformato in “COVID Hospital” sia dotato, attraverso assunzioni straordinarie, di adeguato personale dirigenziale delle discipline di: Pneumologia, Infettivologia, Anestesia e Rianimazione, Radiologia e Patologia Clinica e di altro personale necessario; dotare gli impianti di climatizzazione di specifici filtri per evitare la diffusione del contagio da virus Sars-CoV-2; il Risk Manager Aziendale predisponga nuove procedure operative con specifico riferimento al trattamento di pazienti affetti da virus Sars-CoV-2per ogni singolo reparto, da distribuire a tutto il personale sanitario; di formare tutto il personale Sanitario con le nuove procedure operative al fine di affrontare in maniera corretta tutte le attività sanitarie nei confronti di pazienti COVID-19 ricoverati; di dotare tutti gli operatori sanitari dei previsti e indispensabili dispositivi sanitari al fine di prevenire il contagio virus Sars-CoV-2; di reperire un albergo per l’eventuale quarantena del personale sanitario risultato positivo al contagio da virus Sars-CoV-2”.

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