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Impennata di casi Covid, a Milazzo cresce allarme per l'ospedale “a mezzo servizio”

Le difficoltà legate al focolaio si ripercuotono anche nelle altre strutture. Chiesta la convocazione urgente e straordinaria del consiglio comunale

Preoccupante impennata di casi Covid a Milazzo. Sono 145, di età compresa tra i 22 ed i 60 anni, le persone attualmente positive. Ma a tenere banco, dopo le raccomandazioni del sindaco Pippo Midili che ha tuonato contro chi non rispetta le regole, è la situazione all’ospedale Fogliani dove si è registrato un focolaio Covid che ha messo in ginocchio il pronto soccorso. Difficoltà che incidono su tutto il comprensorio, dopo la richiesta di dirottare eventuali emergenze anche nelle strutture sanitarie di Messina e Patti.

Sulla vicenda è stata chiesta la convocazione di una seduta urgente e straordinaria del consiglio comunale. L’ultimo a invocare il dibattito in aula è stato il consigliere Giuseppe Crisafulli. “Si ha la sensazione – afferma - che nella nostra città non si stia dando il giusto e corretto rilievo alla situazione pandemica in atto. Tale sensazione è avvertita anche dai nostri cittadini, atteso peraltro che il virus sta colpendo un numero cospicuo di persone, tre delle quali sono purtroppo deceduti. E, cosa più grave, sembra che il tasso di contagiosità sia in aumento”.

Secondo il consigliere “tamponi eseguiti in ritardo, comunicazioni lacunose, corto circuiti che spesso si verificano tra Asl e Comune”, rischiano di creare ulteriori problemi. “A fronte di ciò – scrive il consigliere - si nota anche una carenza di supporto nella gestione sanitaria, con l’ospedale di Milazzo che dovrebbe essere un riferimento del comprensorio che funziona a mezzo servizio”.

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