Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Gazzi

Trasferito dal Policlinico al Piemonte, ma era ancora positivo al coronavirus: caos tra medici e infermieri

E' accaduto ad un uomo messinese. Secondo la Fp Cgil alla base un'errata registrazione del risultato del secondo tampone. Il sindacato denuncia la vicenda alla Procura: "A rischio la vita di pazienti e operatori"

Trasferito da un ospedale all'altro nonostante fosse positivo al coronavirus.

E' quanto accaduto ad uomo messinese, ricoverato nei giorni scorsi al Policlinico poiché infetto da Covid in seguito al focolaio scoppiato al Neurolesi. Ieri dall'ospedale di viale Gazzi viene disposto il suo trasferimento al "Piemonte" come se si trattasse di un paziente guarito. Ma successivi accertamenti del personale sanitario del nosocomio di viale Europa avrebbero però accertato che l'uomo sarebbe ancora infetto, scatenando preoccupazione tra medici e infermieri. 

Secondo la Fp Cgil l'ultimo tampone sarebbe stato registrato come negativo quando in realtà avrebbe invece accertato la positività dell'uomo al coronavirus. A causare l'errore, quindi, sarebbe stata una errata registrazione del secondo test effettuato lo scorso 6 aprile. 

La Fp Cgil va in Procura

Sulla vicenda Fp Cgil  ha presentato un esposto in Procura e inviato anche al prefetto Maria Carmela Librizzi e alla direzione dell'Ircss Neurolesi.

Il sindacato punta il dito su quanto avvenuto al Piemonte dopo l'arrivo del paziente positivo al virus. "Il paziente è stato ricoverato in un reparto che l’Azienda si ostina a definire Covid, ma che non ha nessuna delle caratteristiche tecnico strutturali per esserlo; nessun percorso Covid-19 attivato, una sola infermiera in servizio, assenza nella stanza dei requisiti minimi di sicurezza, mancanza della distanza di 3 metri prevista, malgrado spostamenti di suppellettili ordinati dal direttore medico di Presidio".

Successivamente, come riporta il sindacato, l'uomo è stato trasferito in un'altra struttura, forse il Policlinico stesso.

"Sono passate meno di 24 ore - continua Fp Cgil -  dal nostro secondo esposto dove paventavamo le nostre paure per possibili contagi seriali legati ad una gestione tutt’altro che lucida, che si ostina a voler ricreare un centro Covid-19 in una struttura che non ha le caratteristiche per esserlo. Riteniamo questo comportamento fortemente lesivo e soprattutto irresponsabile, in quanto si sta mettendo a rischio la vita di pazienti ed operatori per motivi a noi assolutamente sconosciuti".

Il sindacato auspica che l'intervento delle autorità "possa salvaguardare l’intera collettività ed evitare che i tragici esempi di qualche presidio ospedaliero della Lombardia possano ripetersi anche a Messina con l’Irccs Neurolesi come primo focolaio ospedaliero".

"Il management  dell’Azienda - prosegue la nota -  ha avuto troppo tempo a disposizione per organizzarsi ma il risultato della gestione ci preoccupa moltissimo e conferma quanto da noi denunciato da tempo. A questo punto azzardiamo un’ipotesi riguardo l’ostinata insistenza a voler ritenere l’IRCSS Neurolesi Covid center, malgrado vi siano strutture adeguatamente individuate allo scopo: le direttive ministeriali prevedono che per l’emergenza Covid-19 si possano richiamare in servizio i professionisti pensionati che ne facessero richiesta ovvero che il personale in imminenza di quiescenza possa essere trattenuto in servizio. Orbene, con le dovute riserve sulle quali ai destinatari della presente non mancherà di fare chiarezza, il nostro sospetto è che si vogliano mantenere in servizio dipendenti con ruoli apicali o con incarichi ad personam, giustificando il tutto con l’emergenza Covid19. Siamo certi che l’ennesimo grido d’allarme della Fp Cgil venga concretamente ascoltato e già dai prossimi giorni siano disposti gli interventi per porre fine a questo enorme rischio che la città sta correndo".

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