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Renato Munaò

Renato Munaò

Coronavirus, gli ultimi 38 giorni di Renato Munaò: si valuta la denuncia

La figlia, Grazia Giuffrida, ha deciso di rivolgersi alla magistratura per il presunto caso di malasanità. Il padre è morto il 6 dicembre, i parenti attendono dal 6 novembre l'esito del tampone molecolare effettuato dall'Usca. La vicenda e le accuse

"Vorrei dare voce a chi è vittima di una cattiva gestione, non dobbiamo abbassare la testa ma pretendere che la Sanità funzioni". Grazia Giuffrida ha perso il 6 dicembre il patrigno che per lei è stato più di un padre. Renato Munaò, 73 anni, messinese e docente in pensione e senza patologie pregresse è morto causa coronavirus in un letto della Rianimazione all'ospedale Papardo. Per la figlia è un caso di malasanità che coinvolge anche il medico di base, l'Usca, il 118, l'Asp e tutti i sanitari che hanno seguito il parente. Dal 6 novembre i familiari sono ancora in attesa del tampone molecolare. La figlia ha detto basta e ha deciso di rivolgersi ai legali. In corso la valutazione di un esposto alla magistratura per la vicenda raccontata via social: "Gli ultimi 38 giorni di un uomo" e di un nonno che non potrà più coccolare i tre nipotini. Il calvario inizia il 30 ottobre con una febbricola e l'assunzione di tachipirina. 

Il post della Giuffrida:

"1 novembre la febbre persiste contattiamo il medico di base. In primis non può visitarlo potrebbe essere covid LA LEGGE GLIELO PROIBISCE da PROTOCOLLO da (ANTIPIRETICO e BUSTINE PER LA TOSSE)
2 novembre ancora febbre, sempre lo stesso medico e sempre senza visitarlo dice di iniziare
L’ ANTIBIOTICO 1 pillola ogni 24 ore per 3 giorni.
4 novembre febbre persistente ed altalenante, il medico dice di iniziare anche il CORTISONE e sotto insistenza si decide Finalmente ad attivare il protocollo per fare il tampone 
6 novembre l’usca fa il tampone,(tra qualche giorno vi arriverà l’esito. Ad oggi mai arrivato) controllano petto e spalle TUTTO OK, vanno per prendere la saturazione ma il saturimetro non funziona.
9 novembre ancora temperatura ed ha difficoltà a respirare. 
Il medico di base dice di chiamare il 118.
Il 118 ci consiglia di andare a comprare una bombola di ossigeno, un saturimetro e di monitore la situazione. 
Dopo varie telefonate e “minacce” si decidono ad andare a casa. 
Per prima cosa fanno il tampone rapido: NEGATIVO respiro di sollievo...
Controllano petto spalle sentono qualcosa, saturazione 84 
ritengono opportuno portarlo al pronto soccorso.
Arrivo al pronto soccorso PAPARDO Sono le 11...
Rifanno il tampone molecolare dopo 70 minuti: POSITIVO
Fanno le lastre: POLMONITE INTERSTIZIALE BI LATERALE 
PAURA PANICO 
Ci tranquillizzano; ha 73 anni ma non ha altre patologie, ci sono ottime possibilità che la situazione non peggiori. Inizia il calvario vero e proprio.  Alle 18 viene ricoverato in pneumologia covid".

Purtroppo le condizioni di Renato peggiorano di giorno, la polmonite non accenna a migliorare. Il primario non autorizza la terapia al plasma - secondo quanto riferito dalla figlia - e il 16 novembre l'ossigeno con la mascherina non basta più e al paziente viene collocato il Casco. Il 20 novembre il ricovero in Rianimazione, sempre al Papardo, dove viene intubato, saturazione e pressione precipitano.

"Il cuore inizia ad accusare il colpo e fanno terapia, poi è il momento dei reni, dialisi. I medici ogni giorno a piccoli bocconi ci dicono che non ci sono molte speranze di una ripresa - scrive la Giuffrida -  26... 27...28...29...30...1... Ad ogni chiamata non c’è mai una buona notizia, è gravemente stabile, ha delle buone fibre, sta lottando tanto, non perdete le speranze...

6 dicembre ore 16.47 squilla il telefono... Arresto cardiaco. Non c’è più! È tutto finito, così in 38 giorni dal nulla!  Si è spento in una stanza di ospedale, senza nessuno che gli volesse bene a stringergli la mano. Non l’abbiamo più visto.  Renato, come tutte le persone che muoiono per questo maledetto virus sono strappati, rubati alla vita!  Non ora, non doveva andare così.  Forse sarebbe potuto andare diversamente... non lo sapremo mai! Ciao Renato sei sempre nei nostri cuori terremo vivo il tuo ricordo con i tuoi adorati nipoti, che come dicevi tu, ti avevano ridato la voglia di vivere...Ecco cos’è il Covid ve lo presento!". Nei prossimi giorni si saprà, in base alle prove raccolte, se sarà presentato un esposto alla magistratura. 

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