Coronavirus, i consiglieri del Pd: “Tavolo di crisi permanente e più collaborazione fra le istituzioni”

Le richieste per affrontare l'emergenza ai massimi vertici del Paese e della città: “Se qualcuno ritiene di essere in grado di affrontare un così gravoso impegno, si faccia da parte”

Il governatore Musumeci e il prefetto Maria Carmela Librizzi

Un tavolo di crisi permanente, in cui ogni Istituzione interessata - dalla prefettura all’ Ordine dei Medici - sia effettivamente rappresentata e operativa e uno di coordinamento fra i comuni della della Città metropolitana. Sono due delle richieste dei consiglieri del Pd Claudio Cardile, Felice Calabrò, Gaetano Gennaro, Alessandro Russo e Antonella Russo indirizzata al premier, al governatore Musumeci, nonché a prefetto, sindaco, arcivescovo, rettore dell’Università e ai rappresentanti delle forze dell’Ordine, dopo la morte di una anziana della casa di riposo, all'interno della quale da oltre una settimana rimangono ostaggio ospiti della struttura e un gruppo di lavoratori, e di un paziente della Clinica Cristo Re, dove di sono manifestati altri casi di Covid19.

Questi casi, insieme alle altre situazioni critiche del Neurolesi, del Policlinico, e del rientro incontrollato in città delle comitive di sciatori “impongono, con tutta evidenza - si legge nella richiesta dei consiglieri -   la necessità di abbassare i toni e di evitare gli scontri, oltre che ovviamente e perentoriamente una soluzione immediata. Pur tuttavia è doveroso chiedere a tutti i protagonisti istituzionali coinvolti di assolvere con determinazione e coraggio le proprie funzioni, e nel qual caso dovesse esservi qualcuno che non ritiene di essere in grado di affrontare un così gravoso impegno, si faccia da parte; non è il tempo, infatti, di titubanze e/o inerzie, che potrebbero causare la perdita di vite umane”.

Gli esponenti del Pd chiedono al sindaco di Messina – a cui riconoscono grande determinazione - una strategia che garantisca “una proficua collaborazione tra Istituzioni, ribadendo, però, che ogni attore istituzionale deve contribuire fattivamente al perseguimento dell'obiettivo comune: l'esclusiva tutela della salute dell'intera cittadinanza”.

I consiglieri chiedono anche presidi sanitari operativi presso i diversi approdi cittadini, al fine di verificare l'esistenza delle sintomatologie proprie del virus Covid-19 (misurazione della temperatura ed altre verifiche da protocollo) di tutti i soggetti che accedono nella nostra Regione; verifica immediata di tutti i soggetti che hanno avuto contatti con i focolai individuati; un coordinamento tra dipartimento Servizi sociali, Messina Social City ed associazioni di volontariato, al fine di garantire assistenza ai cittadini impossibilitati a muoversi, per es. consegna di medicine, generi alimentari etc..;  richiedere la fattiva collaborazione delle Forze armate, anche in relazione all'utilizzo dei relativi immobili di pertinenza, se ed in quanto disponibili ed atte allo scopo.

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“Inoltre, sebbene non connesse alle misure indifferibili volte alla tutela della salute pubblica – scrivono ancora - appare doveroso assistere tutte le famiglie che, per assenza dei mezzi (pc, rete, varia strumentazione ecc..) non sono nella condizione di assicurare ai propri figli il costante collegamento con l'istituzione scuola, e ciò attraverso un feedback con l'Ufficio scolastico provinciale e con la dirigenza dei vari Istituti comprensivi.  Infine, un pensiero va rivolto a tutti i meridionali, corregionali e non, i quali, migrati al nord per motivi di lavoro, oggi si trovano nell'impossibilità di fare rientro nei paesi d'origine e di famiglia e, nel contempo, atteso il blocco dell'attività produttiva e la conseguente chiusura dei luoghi di lavoro, non sono nella condizione di far fronte agli impegni quotidiani. Per coloro che, comunque, sono partiti per far ritorno in Sicilia, potrebbero essere autorizzati a traghettare accertandone la destinazione finale, e ciò al fine di avvisare tempestivamente le amministrazioni di riferimento, le quali provvederanno a fare osservare ai medesimi un periodo di quarantena in sicurezza”.

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