Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Coronavirus, la storia di Fabrizio: “Prigioniero da 19 giorni tra tamponi e rifiuti”

La figlia è risultata positiva il 29 dicembre e da allora vivono barricati in casa. Secondo le disposizioni, in assenza di sintomi fra pochi giorni potrà uscire ma non ha ancora l'esito del suo tampone: “La spazzatura? Spero non mi costringano a buttarla nei cassonetti”

“Fra qualche giorno sarò costretto a prendere la spazzatura e la butterò nel primo cassonetto che capita”. 

E’ una autodenuncia in piena regola quella di un messinese che ha dato già mandato al proprio legale per presentare un esposto-denuncia sulla situazione che lo vede prigioniero in casa senza nessun segnale da parte dell’Asp tranne un laconico messaggio: “Abbiamo preso in carico il problema”.

Un problema che comincia il 29 dicembre, quando la figlia di Fabrizio, nome di fantasia per proteggere la privacy,  fa un tampone rapido che risulta positivo al coronavirus. Si barricano in casa i quattro componenti della famiglia e chiamano l’Usca di Papardo che programma il tampone molecolare per il 2 gennaio al drive-in di San Filippo.

VIDEO | Rifiuti in casa dei positivi? Possono aspettare

L’esito di quest’ultimo test arriva cinque sei giorni dopo: è positivo e ricontatta l’Usca di Papardo per riprogrammare un ulteriore tampone stavolta per tutta la famiglia.  In quattro - marito, moglie e due figlie, compresa quella già risultata positiva – si presentano il 13 gennaio alle ore 12. Siamo al 15 gennaio ed oltre a non conoscere l’esito del tampone vivono segretati in casa da diciassette giorni mentre si accumulano tensioni e rifiuti compresi quelli che producono due cani di grossa taglia, anch’essi in quarantena ....

“Fra cinque giorni – spiega - potrò uscire perché ho raggiunto il 21esimo giorno che sono in casa aspettando il tampone, dato che al 22esimo giorno,con l’autocertificazione del medico di famiglia, in assenza di sintomi, si può uscire. Mi sa che questa spazzatura andrà a finire nell’indifferenziata”. Probabilmente insieme a quella di altri tremila positivi, quelli di cui parla il sindaco cateno De Luca,  di cui nessuno fino ad oggi si è occupato nel rimpallo di responsabilità fra Asp e Comune.

Sull’argomento è stato preannunciato dal sindaco l’ennesimo tavolo tecnico per questo pomeriggio, con la stessa Asp e il commissario Furnari. Nel frattempo tutti gli operatori della Messinaservizi sono stati vaccinati e sono pronti a prendere in carico almeno il servizio A1, quello per i soggetti in isolamento fiduciario.

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