Cronaca

Donazioni sangue in calo, il talassemico Tony Saccà chiede aiuto: “Le vostre paure uccidono più del Coronavirus"

Da anni lotta contro la sua malattia e per sostenere la raccolta plasma che vede la città agli ultimi posti. "Ho bisogno di una trasfusione ogni 15 giorni e non so se troverò disponibilità la prossima volta"

“Ho più paura di morire per non riuscire a trovare sangue per la  prossima trasfusione che per il  Coronavirus”. Questa l’amara constatazione di Tony Saccà,  un talassemico che oggi più di ogni altro vive sulla propria pelle questa condizione di crisi  generata dal dilagare del Coronavirus. Crisi che acuisce una condizione già difficile per Messina, dove il problema delle donazioni di sangue attanaglia la città da quarant’anni. Una città all’ultimo posto in classifica in Italia per le donazioni di sangue e dove il numero di donazioni negli ultimi dieci giorni in seguito all’emergenza Coronavirus è diminuito drasticamente.

La storia di Tony è quella di un uomo messinese  che a causa di una malattia rara, una malattia dei globuli rossi carenti di emoglobina, ma che oggi così  rara non è perché conta circa 170 casi tra Messina e provincia e circa 2300 in tutta Sicilia, ha cominciato a fare trasfusioni a 11 mesi e da allora per vivere non si è più fermato.  

“La mia vita da talassemico è molto complicata- racconta Saccà- come quella di chi è affetto da questa malattia, bisogna fare trasfusioni ogni quindici giorni e controlli continui, perché per chi è in età avanzata come me subentrano ulteriori problemi di salute,  io soffro anche di  diabete”. Tutto questo però non gli ha impedito di costruirsi una  vita senza non poche difficoltà, perché la voglia di vivere ha  preso il sopravvento su tutto il resto.  

“Ringrazio i miei genitori se oggi ho un lavoro e una famiglia, loro sono sempre stati fondamentali, sostenendomi nelle cure e non facendomi sentire diverso rispetto ai miei fratelli- continua Tony-  ho fatto la scuola e  l’università con molte difficoltà, volevo andare a studiare fuori ma per la mia malattia non è stato possibile. Già da piccolo sentivo addosso il peso delle mie cure e sono diventato più responsabile".

Tony è stato un bambino  costretto a crescere troppo in fretta per via della sua patologia. Ad esempio per 35 anni  ogni notte per  12 ore doveva sottoporsi ad un’iniezione necessaria per la sua salute. Le persone come lui sono più soggetti alle malattie “ Nel ‘88 ho contratto l’epatite c, in forma grave  ne sono uscito con unghie e denti  dopo 10 anni , è successo durante la  mia adolescenza“ . Tony oggi è una persona che nonostante le difficoltà lavora come responsabile amministrativo  per un’azienda e insegna  informatica. “Sono riuscito a costruirmi una vita quasi normale  ed ho anche una splendida famiglia e  tre figli , loro sono la mia forza”. 

La sua vera mission da tre anni si chiama Fasted Federazione associazioni siciliane di talassemia emoglobinopatie e drepanocitosi Onlus, di cui è presidente e grazie alla quale si  occupa di campagne di sensibilizzazione per far conoscere questa malattia nel nostro territorio:  “Mi sento in obbligo morale verso gli altri, verso le persone che mi stanno vicino, vado nelle scuole e nei centri di donazione dove  racconto la mia storia. A Messina non si dona per mancanza di informazione non per mancanza di sensibilizzazione, c’è bisogno di più informazione ”.  A tal proposito è stata avviata da Fasted insieme al Comune di Messina la campagna #selofaiseiunfigo per combattere il calo delle donazioni di sangue in città e non solo. In questo momento molto grave per la nostra comunità, Tony Saccà vuole concludere con  un appello: “Non uscite di casa per tutelare voi stessi e gli altri, uscite solo per necessità tra cui donare il sangue per regalare altri 15 giorni di vita a persone che soffrono con me”.
 

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