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Scuole e coronavirus, Comune attacca ancora l'Asp: proroga della chiusura non improbabile

Ieri la riunione virtuale con i dirigenti scolastici. Restano le criticità del sistema che dovrebbe gestire la pandemia all'interno delle scuole. "Mancanza di dati e informazioni". Intanto aumenta la dispersione scolastica

Le scuole a Messina restano chiuse, ma non è improbabile che a breve il sindaco De Luca possa addirittura prorogare lo stop alle lezioni con una nuova ordinanza. Non trapela, infatti, ottimismo a Palazzo Zanca circa la possibilità di ripartire con le lezioni in presenza il prossimo 30 novembre, così come finora previsto

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Ieri la riunione tra amministrazione comunale, Asp e dirigenti scolastici è servita solo per ribadire le criticità del sistema chiamato a gestire l'emergenza coronavirus. Sul banco degli imputati rimane proprio l'Azienda Sanitaria Provinciale incapace al momento di fornire tutti i dati e i riscontri necessari a poter programmare il rientro degli studenti nei 34 istituti messinesi. "Abbiamo sollecitato più volte l'Asp - spiega l'assessore all'Istruzione Laura Tringali - ma finora i dettagli sui dati relativi alla pandemia nelle scuole non sono mai arrivati, neanche riguardo l'ambito territoriale. Gli stessi dirigenti scolastici hanno fatto i conti con una mancanza di informazioni e con l'assenza di linee guida. Al momento resta in vigore l'attuale ordinanza, ma allo stato attuale non posso escludere che il sindaco preveda un ulteriore proroga facendo slittare il ritorno a scuola".

E anche sui quei pochi numeri certi regnerebbe la confusione, specialmente circa la mappatura dei contagi certificati dal tampone molecolare, unico strumento che l'Asp ritiene valido per accertare la positività e far scattare il protocollo. Ma tale analisi prevede tempi di elaborazione più lunghi facendo quindi aumentare i rischi di diffusione dei contagi. 

Restano le criticità sui tempi in cui vengono comunicati i risultati dei tamponi. "Ci sono scuole che attendono da oltre due settimane - precisa Tringali - l'istituto Albino Luciani non ha neppure l'esito dei tamponi risalenti allo scorso 30 ottobre. Intanto sempre più famiglie scelgono di non mandare i propri figli a scuola, il tasso di dispersione scolastica ha superato il 50%. Si tratta di assenze volontarie e quindi ingiustificate che possono penalizzare la carriera scolastica degli studenti".

Tringali punta il dito anche contro la mancanza di un percorso dedicato alle scuole. "L'Asp ha anche attivato un numero verde - spiega l'esponente della giunta De Luca - ma non è riservato esclusivamente ai bisogni della comunità scolastica, ho provato io stessa a telefonare ma non risponde nessuno. Non funzionano bene anche le 5 Usca di cui solo una garantisce l'assistenza negli istituti cittadini. Il 98% dei casi segnalati proviene dall'esterno e sono state le famiglie a denunciare il contagio o perfino gli stessi alunni".

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