Coronavirus, Razza: "Sicilia zona arancione, ma non per carenze strutturali"

Dopo le proteste l'assessore regionale alla Sanità fa chiarezza sugli indicatori utilizzati dall'Istituto Superiore Sanità per attribuire le misure restrittive. "Ho letto tante falsità da sciacalli"

Dopo le polemiche sul recente Dpcm del governo che ha colorato di arancione la Sicilia, sulla mappa del coronavirus in Italia , arriva la pronta risposta dell'assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza. L'esponente della giunta Musumeci è stato oggetto di critiche da una parte dell'opinione pubblica e dell'opposizione politica che hanno puntato il dito contro la malagestio dell'emergenza Covid nelle nove province dell'isola. In poche parole il governo avrebbe collocato la Sicilia nella zona arancione per catenze strutturali e organizzative. Ma le cose, così come ribadito dallo stesso Razza durante una conferenza stampa, non stanno così. 

VIDEO \ Razza: “Pronto a querelare gli sciacalli”

Dati e tabelle alla mano, l'assessore alla Sanità ha fornito varie spiegazioni, esaminando i 21 indicatori utilizzati dal Istituto Superiore della Sanità per creare l'ormai celebre mappa che ha diviso l'Italia. Razza ha dimostrato che in realtà i numeri dell'isola sono più bassi in diversi fattori rispetto ad altre regioni. "Lo Stato - ha detto Razza - ha preso in esame la capacità di monitoraggio della pandemia, il minimo per essere promossi è del 60%, la Sicilia ha ottenuto risultati superiori al 90% in quattro diversi parametri. Se andiamo poi a vedere gli indicatori che ci fanno capire come il virus si espande sul territoro e se il sistema sanitario è capace di fronteggiarlo, vediamo come i nostri numeri siano più bassi rispetto a quelli di altre regioni".

Un altro dato riguarda l'organico. "Riguardo le risorse umane dedicate all'emergenza - ha spiegato Razza -  il minimo è di una persona ogni 10mila abitanti, in Sicilia ne contiamo 1,2 ogni 10mila abitanti. Nessuna carenza strutturale anche in questo caso. Invece,  il tempo medio di inizio sintomi e isolamento in Sicilia è due giorni, il tetto massimo per non far scattare la criticità secondo lo Stato è cinque giorni".

Un'altra conferma della situazione tutt'altro che allarmante nell'Isola arriva sui dati che monitorano la capacità del virus di propagarsi sul territoro e come risponde il sistema sanitario. "Il report - ha chiarito l'assessore - vede la Sicilia piazzarsi dopo addirittura 16 regioni nell'indice Rt".

Poi è stato il turno della paventata carenza di posti letto, al centro del dibattito. "Qui si sono sbizzarriti gli sciacalli mal informati. Si è detto che la Sicilia è stata penalizzata per l'impossibilità ad ospitare pazienti, ma secondo il report del 25 ottobre le terapie intensive erano al 15% con un tasso di occupazione dello 0.19. Se si continua con dichiarazioni che vanno contro una verità fattuale si commette un reato".

Perché la Sicilia è arancione?

Secondo Razza ad influenzare la scelta del governo di inserire la Sicilia tra le regioni "arancioni" è stata l'istituzione delle zone rosse in alcuni comuni dell'Isola. "E' un parametro importante - ha spiegato l'assessore alla Sanità - ma non è l'unico ad aver stabilito la mappatura. Voglio però adesso capire perché determinati fattori sono stati tenuti in conto solo per la Sicilia, ciò che ha ferito i siciliani è stata l'idea che l'attribuzione del rischio sia stata legata a dati non oggettivi. Perché un barista siciliano deve chiudere rispetto a uno campano? Questo in un territorio ad alta disoccupazione crea allarme sociale".
 

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