"Tre settimane per risalire": il governo gela le Regioni, la Sicilia aspetta il 27 novembre

Secondo questa tempistica fissata dall'ultimo Dpcm, Lombardia e Piemonte, Calabria e Valle d'Aosta (che hanno subito restrizioni a partire dal 6 novembre) potrebbero uscire dalla zona rossa "solo" tra 10 giorni, così come la Sicilia (e la Puglia) dall'area arancione

Il ministro Speranza

Tre regioni verso la zona rossa, due che vogliono essere "liberate" ma probabilmente otterranno meno restrizioni solo per alcune loro province. Mentre il governo Conte continua a dividersi sul Natale e sul Dpcm che il 3 dicembre potrebbe allentare le restrizioni per lo shopping e i cenoni. E oggi è in programma la conferenza delle regioni.

Andiamo con ordine. Ieri il bollettino della Protezione Civile in Italia ha segnalato 27.354 casi e 504 morti con  tamponi: i contagi crescono rispetto a lunedì scorso così come i morti, mentre il tasso di positività dei test, che era in calo nei giorni scorsi, torna a salire da una media del 16% al 17,4%. Nella Penisola c'è comunque meno pressione sugli ospedali, e questo non può che essere considerato un dato positivo. Il rallentamento nella crescita è ancora visibile ma il picco (o plateau) rimane ancora da toccare (alcuni prevedono che arriverà già verso la fine di questa settimana). Mentre il presidente del Consiglio Giuseppe Conte deve decidere se tenere aperti i negozi fino a tardi per lo shopping natalizio per diluire le folle, le Regioni sono sul piede di guerra. Uno dei più arrabbiati è Stefano Bonaccini, che ha visto la sua Emilia-Romagna finire in zona arancione dopo aver firmato un'ordinanza restrittiva insieme a Friuli-Venezia Giulia (che ha subito la stessa sorte) e Veneto (che è invece rimasto in zona gialla).

Ma il più nervoso non è certo lui. Mentre il ministro della Salute Roberto Speranza conferma che le prime regioni che sono entrate in zona rossa potrebbero essere le prime a uscirne, Lombardia e Piemonte, che hanno invertito la tendenza grazie al lockdown che i loro politici hanno tentato di scongiurare fino all'ultimo, scalpitano. Perché secondo le regole fissate dall'ultimo Dpcm che ha creato le zone gialle, arancioni e rosse, il meccanismo prevede che le Regioni possano chiedere la revisione della fascia dopo una settimana dall'entrata, in base al monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità che di solito si svolge il venerdì (quando gli enti ricordano di mandare i numeri). Ma quei numeri si devono confermare per due settimane consecutive prima di poter uscire dalla zona assegnata dall'ordinanza. Quindi ci vogliono almeno tre settimane, una volta entrati in zona rossa o arancione, per cambiare colore. Anzi: visto che le ordinanze finora sono state firmate di venerdì, le richieste rischiano di slittare alla settimana successiva. 

Secondo questa tempistica Lombardia e Piemonte, Calabria e Valle d'Aosta (che hanno subito restrizioni a partire dal 6 novembre) potrebbero uscire dalla zona rossa dal 27 novembre, così come la Sicilia (e la Puglia) dall'area arancione. Altre regioni dello stesso colore come Abruzzo, Basilicata, Umbria e Liguria potrebbero migliorarsi dal 4 dicembre (la loro ordinanza è effettiva dall'11 novembre), al pari della rossa Bolzano. Toscana e Campania, rosse dal 15 novembre, potrebbero cambiare regime dall'11 dicembre, così come le arancioni Friuli-Venezia Giulia, Marche ed Emilia-Romagna. Il Dpcm prevede però che si possa anche differenziare tra province e potrebbe essere questo l'obiettivo intermedio per alcune zone: Brescia e Bergamo, la cui situazione epidemiologica è migliore rispetto a milano, potrebbero diventare zona arancione. 

Il prossimo appuntamento da segnare sul calendario è quello di venerdì 20 novembre: quel giorno la Cabina di Regia Benessere Italia esaminerà i nuovi dati e il ministro Speranza potrebbe firmare nuove ordinanze restrittive. Ma la prima tappa del monitoraggio, spiega ancora il quotidiano, è prevista per oggi quando comincerà l'aggiornamento dei territori da parte del Comitato Tecnico Scientifico. Come ribadisce una fonte di governo sentita dall'Ansa, "è scritto. Chi ha un colore ci resta per due settimane minimo". Dalla terza in poi, quella della verifica dei dati, a fronte di numeri incoraggianti si può iniziare a parlare di "allentamenti", esperti permettendo. Ma non sarà facile ottenerli per le Regioni. Tanto che il presidente della Toscana Eugenio Giani, critico ma collaborativo con il governo dopo l'inserimento della regione in zona rossa, afferma che l'obiettivo è riportarla in zona gialla entro Natale, ma, ammette, "risalire è dura". 

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