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Musumeci chiederà la zona gialla: "Dati incoraggianti per la Sicilia"

Il Governatore auspica anche la concessione dell'apertura delle attività di ristorazione fino alle 22 in occasione dell'imminente ricorrenza di San Valentino

In Sicilia crescono di ora in ora le prenotazioni dei cittadini over 80 per il vaccino anti-covid: attualmente sono 105.936. Tra i prenotati, 90.695 hanno un’età compresa tra 80 e 89 anni; 15.096 tra 90 e 99 anni, 145 hanno più di 100 anni.

L'assessorato regionale alla Salute ribadisce che in questa fase della campagna vaccinale siciliana il target delle persone dagli 80 anni in su è l'unico per cui è attivo il servizio di prenotazione mediante la piattaforma on line ed il call center della struttura commissariale nazionale gestito da Poste italiane. Pertanto, esorta a diffidare da comunicazioni diffuse, soprattutto via social o chat di messaggistica, da canali non ufficiali o diversi da quelli della Regione Siciliana in merito alla possibilità che altri target di popolazione, al momento, possano effettuare la prenotazione.

Intanto i nuovi casi di Covid sono in calo più o meno costante ormai da giorni, ospedali che rifiatano, campagna vaccinale che prosegue e che in prospettiva - con la somministrazione del farmaco agli anziani ultra ottantenni - avrà una decisa accelerazione nelle prossime settimane. Sono le premesse con le quali la Sicilia si presenta alla valutazione fatta dalla cabina di regia nazionale per l'emergenza della "fascia di rischio". L'Isola attualmente è arancione, ma questi elementi lasciano intravedere il "giallo": ovvero limitazioni minori. "Stiamo raccogliendo alcuni dati, per fortuna, confortanti: diminuisce il numero dei ricoveri anche in terapia intensiva, dei contagiati e abbiamo un Rt intorno allo 0,60, anche se ancora non ufficiale. Ho buoni motivi per pensare che col dato ufficiale di domani potremo chiedere al Governo non solo l'introduzione della zona gialla", conferma il presidente della Regione Nello Musumeci. "Mi piacerebbe - spiega - se il ministro ci autorizzasse a consentire ai ristoratori e a chi somministra cibo di potere tenere aperti i locali per questo fine settimana fino alle 22, in occasione della festa di San Valentino". 

Il giallo è invocato a gran voce dalle categorie produttive, che ormai da giorni fanno un pressing costante sulla Regione. Lo chiedono in primis proprio i ristoratori, che hanno subito il numero maggiore di giorni di chiusura tra zona rossa prima e arancione dopo, trovando sfogo solo con il servizio a domicilio che però non ha lo stesso "peso" in termini di guadagni. Col passaggio in area gialla sarebbe nuovamente possibile consumare cibi e bevande all’interno dei bar, dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione fino alle 18. 

Fino a martedì scorsi i vertici della Regione si erano dimostrati prudenti. "Sicilia in zona gialla? Vedremo, aspettiamo i dati di venerdì prossimo. Per cambiare colore dovremmo avere la metà dei contagi di oggi”, aveva detto Musumeci ricordando anche che l'assenza di un esecutivo (il premier incaricato Draghi deve ancora riferire al Colle dopo le consultazioni ndr) rende le decisioni meno "fluide". 

Oggi il cambio di rotta da Musumeci, che però è bersaglio di critiche dagli oppositori politici. "Mentre tutto il settore del food and beverage della Sicilia ha già iniziato organizzare il giorno della riapertura facendo provviste, aprendo le prenotazioni al pubblico e soprattutto mettendo in condizioni di sicurezza le proprie attività, assistiamo a un balletto isterico di dichiarazioni dal governo regionale che provocano ancora una volta incertezza sul passaggio alla zona gialla", tuona Francesco Scoma, oggi Italia Viva. "Sembra che a Palazzo d’Orleans  - aggiunge il parlamentare nazionale - regni sovrano l’impaccio e la confusione nonostante gli indicatori epidemiologici regionali misurino chiaramente parametri da zona gialla. Cittadini, commercianti e imprese sono allo stremo, va data loro fiducia e respiro, perché il restart delle attività impone una serie obbligata di attività propedeutiche. L’incertezza nuoce all’economia della Regione e se continuiamo di questo passo aspettando che l’ emergenza sia finita non ci saranno più aziende, ristoranti o bar da riaprire”. 

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