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Ritardi Asp e laboratori privati in tilt, anche a Messina ci si affida al tampone "fai da te"

La scelta di Gianluca Molino di utilizzare il test già sperimentato in Veneto. "Non si può vivere nel limbo per intere giornate in attesa di una risposta dalle autorità sanitarie". Ecco come funziona il kit

Gestire il coronavirus in autonomia non è semplice, ma a volte è l'unica soluzione che si ha in tasca per evitare di finire intrappolato nelle sempre più larghe maglie della burocrazia. E la vicenda che vede protagonista l'ingegnere messinese Gianluca Molino potrebbe sintetizzarsi con il classico chi fa da sé fa per tre. 

Gianluca ha infatti deciso di sperimentare il tampone "fai da te" lanciato già da una settimana in Veneto e sperimentato in diretta Facebook dal governatore Luca Zaia. "La settimana scorsa - racconta il libero professionista a MessinaToday - ho iniziato ad accusare mal di testa fino a quando è comparsa la febbre. In quel momento mi trovavo lontano da casa per lavoro, così ho deciso di tornare per isolarmi nel mio appartamento senza alcun contatto, con la speranza che si trattasse solo di una normale influenza. Ma quando ho riscontrato la perdita di olfatto e gusto non ho avuto dubbi". Con la quasi certezza di essere stato contagiato, Gianluca si rivolge quindi al medico di famiglia e successivamente cerca di prenotare il tampone in diversi laboratori privati. Ma le richieste sono tantissime e i tempi di attesa sempre più lunghi mentre dall'Asp non arriva alcuna risposta. Da qui l'idea di provare l'autotest: "ho ricevuto il kit da un amico che vive in Veneto e così l'ho utilizzato. Non è altro che un bastoncino da inserire in profondità nel naso per poi poggiarlo su un reagente e aspettare l'esito che arriva dopo pochi minuti".

Il verdetto è positivo. "Me lo aspettavo - commenta l'ingegnere messinese - i sintomi erano inequivocabili. Ho così contattato nuovamente il mio medico di famiglia iniziando successivamente la terapia a base di cortisone e antibiotico proposta dall'infettivologo Lorenzo Mondello. Non potevo fare altrimenti, sono un libero professionista e ogni giorno passato ad aspettare equivale ad un mancato guadagno. Per questo ho preferito anticipare i tempi pur consapevole che è solo l'Asp a poter certificare il contagio".

Alla fine la risposta dall'Azienda Sanitaria Provinciale arriva. "Domani farò un altro tampone con il metodo drive-through al parcheggio dello stadio San Filippo nel frattempo resto chiuso nel mio appartamento senza vedere nessuno. Comprendo le difficoltà del sistema, ma non tutti possono permettersi di rimanere in casa per giorni in attesa di ricevere comunicazione dalle autorità sanitarie. Se mi avessero fatto il tampone poco dopo la mia prima richiesta, avrei potuto iniziare le due settimane di quarantena previste invece di stare nel limbo per quasi una settimana".

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