"Buongiorno può mandarmi un taxi?", le telefonate più strane alla protezione civile durante il coronavirus

Le richieste più bizzarre dei messinesi al numero verde della Regione. In sei ore di lavoro gestite circa 600 chiamate. Ma in molti chiamano solo per ricevere conforto

Tra rientri dal nord, quarantene, denunce e autoisolamento, anche a Messina le utenze telefoniche attivate della protezione civile sono bollenti da diversi giorni.

Gli operatori rispondono h24 a tutti i tipi di richieste che arrivano al numero verde regionale 800458787 e allo 090 22866 del Centro Operativo Comunale.

In tanti sono confusi dalle continue modifiche ai decreti del governo e alle delibere di Regione e Comune. Altri temono di incorrere nelle sanzioni e chiedono maggiori dettagli sui comportamenti da intraprendere.

Al dipartimento di viale San Martino lavorano in contemporanea cinque operatori per un turno di sei ore. Ogni giorno smistano circa 600 telefonate, provenienti sia da Messina che dalle province di Palermo, Agrigento e Catania. Dalle 20 in poi il servizio è invece gestito direttamente dalla sede centrale di Palermo. 

Nelle ultime ore a contattare il centralino della protezione civile sono soprattutto i messinesi rientrati dal nord prima del blocco totale ai trasporti. Tante le richieste di chiarimenti sulla necessità di autodenunciarsi e sui giorni di quarantena da rispettare.

Le richieste più bizzarre

Ma c'è chi sfrutta l'importante servizio anche per formulare richieste bizzarre che talvolta riescono a strappare anche un sorriso agli operatori, nonostante i sostenuti ritmi di lavoro.

E' il caso di una signora messinese che nei giorni scorsi ha contattato il numero verde per chiamare un taxi. Quando è stata avvisata circa l'impossibilità di soddisfare la sua richiesta si è giustificata: "Credevo che il servizio non funzionasse più e mi sono rivolta a voi".

C'è poi chi chiede al centralino istruzioni su come realizzare a casa un gel disinfettante e se è possibile utilizzare l'alcool contenuto nei liquori. 

Ma la preoccupazione sull'aumento dei contagi spesso crea vere e proprie paraonoie perfino tra i medici. Una dottoressa ha infatti chiesto ragguagli sull'esigenza di far osservare la quarantena ai parenti di un anziano morto per cause naturali e comunque risultato negativo al coronavirus.

Un altro signore ha chiesto di essere sottoposto a tampone perché da giorni non riesce ad avvertire sapori e odori in seguito all'influenza.

L'ordinanza "coprifuoco" del sindaco De Luca ha poi creato diverse perplessità nei messinesi su ciò che realmente si può considerare necessità. Da qui le lamentele di baby sitter impossibilitate a recarsi dai piccoli "clienti" o anziani privati della passeggiata quotidiana.

Preoccupati anche diversi cittadini costretti ad interrompere le cure ai propri terreni con proteste sulla quasi certa perdita del raccolto. 

C'é anche chi si è adirato per gli interventi di sanificazione avviati da Messina Servizi per le strade e le piazze della città. "Ma è proprio necessario spruzzare i prodotti - ha chiesto alla protezione civile - ho paura che si possano danneggiare le mie piante".

Ma c'è chi chiama solo per ricevere conforto

Quelle che stiamo vivendo sono settimane particolari per tutti. Ma ad essere più colpite dai disagi e dalle preoccupazioni sono soprattutto le fasce più deboli. 

Il numero verde della Regione funge quindi anche da punto di riferimento per i tanti anziani rimasti soli in casa in questi giorni di quarantena. E la protezione civile è pronta a rispondere anche alla semplice richiesta di conforto proveniente da chi vuole soltanto essere ascoltato e se possibile rassicurato che tutto tornerà presto alla normalità. 

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