Cronaca

Terapie intensive, 11 regioni oltre la soglia critica ma la Sicilia respira. De Luca: “Abbiamo subito l'ennesimo torto”

Il sindaco contro la decisione del governo: “Paghiamo il collasso di Piemonte e Lombardia, noi non contiamo niente”. Ecco cosa sta succedendo e quali sono i territori più in difficoltà. A cominciare dal tasso di occupazione dei posti letto nei reparti di rianimazione

“Abbiamo subito l’ennesimo torto, questa zona arancione per la quale secondo gli indici non ci sono ragioni. Ma se i dati ufficiali evidenziano che gli elementi per andare in zona arancione non ci sono perché subire?”.

Se lo chiede il sindaco Cateno De Luca che stamani ha voluto dire la sua in diretta facebook sulla situazione epidemiologica in Sicilia e il rischio ulteriori restrizioni non giustificate dai dati. L’attacco è al governo regionale e nazionale “detto da uno – ammette - che quando ha dovuto chiudere con zona ultrarossa non ha avuto esitazioni, ma allora era dovuto al  funzionamento dell’Asp. Ma ora perché?”.

Per il sindaco nessuno è stato in condizioni di spiegarlo. “Certo che la Sicilia debba pagare il sistema di collassamento di Piemonte e Lombardia perché messa a traino mi fa ancora più rabbia. Diciamo allora che noi non contiamo niente. Almeno ce lo ricordiamo quando andiamo a votare”.

Poi sui ristori. “Noi quello che potevamo attivare, contributo associazioni sportive, ricreative, family card… abbiamo fatto – insiste -  non so cosa dovremmo fare di altro. Stringiamo i denti nella speranza che la situazione migliori. Come? Certo, ora c’è questa vicenda dei vaccini con posizioni contrastanti non aiuta. E’ deprimente. Ognuno di noi si aspetta chiarezza, ma in tutto questo non possiamo prendere la speranza. Confido in una campagna di vaccinazione velocizzata perché non c’è altro tipo di soluzione”.

Ma che i dati sulla situazione epidemiologica in Sicilia restano confortanti lo testimonia anche l'occupazione dei posti letto in terapia intensiva da parte di pazienti covid. A livello nazionale raggiunge una percentuale media del 34%, ovvero quattro punti sopra la soglia del 30% definita critica. E sono ben 11 le regioni che la superano: tra queste non c'è la Sicilia che - Valle d'Aosta a parte - è  quella messa meglio. L'Isola raggiunge una percentuale del 12%.

E' quanto emerge dall'ultimo monitoraggio realizzato dall'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) aggiornato a domenica 14 marzo.

Le 11 regioni che superano il 30%, ovvero il livello definito critico dal ministero della Salute poiché una volta superato risulta difficile poter assistere gli altri pazienti non covid negli ospedali, sono le seguenti:

  • Umbria 57%
  • Marche 56%
  • Trentino Alto Adige (Trento 52% e Bolzano 33%)
  • Lombardia 50%
  • Emilia-Romagna 48%
  • Molise 46%
  • Abruzzo 43%
  • Piemonte 43%
  • Toscana 39%
  • Friuli-Venezia Giulia 38%
  • Puglia 31%

La situazione più a rischio resta ancora quella dell'Umbria. Il Lazio invece è proprio sulla soglia critica del 30%. A seguire, sempre secondo gli ultimi dati Agenas aggiornati, abbiamo:

  • Lazio 30%
  • Liguria 28%
  • Campania 26%
  • Calabria 20%
  • Basilicata 18%
  • Veneto 18%
  • Sardegna 13%
  • Sicilia 12%
  • Valle d'Aosta 10%

Per quanto riguarda l'occupazione dei pazienti Covid nei reparti di area non critica (cioè malattie infettive, pneumologia e medicina generale), la percentuale media nazionale è al 38%. Anche in questo caso si registra un aumento negli ultimi giorni (lunedì 8 marzo era al 34%), anche se ancora sotto la soglia critica fissata, questa, al 40%. Sono 8 le regioni in situazione d'allarme. E anche in questo caso non c'è la Sicilia. La situazione più preoccupante è quella delle Marche che vede questi reparti occupati addirittura al 60% da pazienti covid, seguita da Emilia-Romagna (51%), Piemonte (50%), Lombardia (49%), Umbria (47%), Abruzzo (45%), Molise (43%) e Friuli-Venezia Giulia (43%). La Puglia è invece sulla soglia del 40%.

L'ultimo bollettino in Sicilia

Intanto secondo l'ultimo bollettino Covid diramato dal ministero della Salute, sono 523 i nuovi casi di Coronavirus accertati nelle ultime 24 ore in Sicilia (in flessione rispetto ai 613 di domenica), con altri 14 nuovi decessi. Con questi numeri l'Isola da ieri è entrata nuovamente, in zona arancione. Un passaggio effetto dell'ultimo decreto varato dal Governo Draghi. 

Negli ospedali siciliani ci sono, con sintomi Covid, 825 pazienti. Di questi 718 sono nei reparti ordinari, mentre 107 si trovano in terapia intensiva. Dall'inizio della pandemia la Sicilia conta 4.358 vittime mentre il numero dei guariti è arrivato a 142.216 persone”.

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