Coronavirus e terapie intensive, è già emergenza a Messina: “Solo due i posti letto rimasti”

Il duro atto d'accusa del sindaco Cateno de Luca in consiglio comunale dopo il vertice di ieri che ha portato alla chiusura delle scuole: “Chi aveva queste informazioni non si è sentito in dovere di fornirle. Oggi la situazione ci è sfuggita di mano”

Sono solo due i posti letto delle terapie intensive disponibili a Messina. Tre i ricoveri oggi al Policlinico che hanno fatto salire a dieci rispetto a ieri il numero di posti letto occupati.

E’ la tragica realtà, in attesa che altri sette posti di rianimazione siano attivati all’ospedale Papardo nel giro di qualche settimana.

I dati sono stati illustrati ieri dal sindaco Cateno De Luca per annunciare la chiusura di tutte le scuole per interventi di sanificazione e sono stati ribaditi oggi in consiglio comunale dove è emerso in modo drammatico il disastro della rete sanitaria, l’unica cosa su cui andava investito in tutto questo tempo e sul quale invece quasi nulla è stato fatto.

“Da ieri - ha detto De Luca – da quando ho preteso un confronto in videoconferenza con tutti i rappresentanti dei presidi sanitari, e quindi anche Asp e Policlinico, è finita la mia serenità, il mio umore è cambiato. Da ieri sto vivendo la stessa preoccupazione della prima fase di marzo, quando ho avuto da ridire sugli aspetti gestionali che non competono a me ma che come massima figura sanitaria è mio dovere conoscere. Oggi non ho più neanche la voglia di dibattere. Ora devo solo essere concentrato e stare tutti attenti anche ai messaggi che lanciamo. Quello che siamo costretti a fare in relazione a questi dati, è stabilire insieme qual è il percorso”.

De Luca ha anche spiegato che sono 19 in tutto i posti letto previsti dalla programmazione regionale per la città, forse il numero più basso in Sicilia. “Perché questo si è verificato questo ora lo dovremo vedere”, ha detto De Luca che ha chiamato più volte in causa il commissario dell’emergenza Covid, Carmelo Crisicelli. “Chi aveva queste informazioni – ha detto anche il sindaco – non si è sentito in dovere di fornirle. Oggi la situazione ci è sfuggita di mano”.

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