Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Coronavirus, De Luca a Musumeci: “Ordinanza da rivedere, medico pendolare messo in quarantena”

Il sindaco chiede al presidente della Regione di intervenire sulle disposizioni che non tengono conto delle peculiarità del territorio come nel caso di una dottoressa che si sposta per lavoro da Messina a Reggio. Le nuove disposizioni sugli orari dei negozi e le attività di volontariato

Si apre con l'appello per la donazione di sangue il collegamento su fb del sindaco di Messina Cateno De Luca per fare il punto sulla situazione in città legata all'emergenza Coronavirus. Si è registrato infatti un calo con le donazioni per paure legate ai contagi nonostante le rassicurazioni di esperti e sanitari sulla necessità di continuare a donare perchè non ci sono problemi di scurezza.

Il sindaco ha illustrato nel dettaglio le tre ordinanze che entreranno in vigore fra qualche ora, quella definita coprifuoco e le altre che sono già state pubblicate. Una riguarda la strategia complessiva di sanificazione di tutto il territorio urbano, villaggi compresi. Si iniziera lunedì mattina e si continuerà anche dopo il 25 marzo perchè non si tratta di un semplice intervento dma di tre cicli che saranno effettuati uno di seguito all'altro.

L'altra ordinanza riguarda il trasporto pubblico locale, in linea anche con l'ordinanza emessa dal presidente della Regione con cui si stabilisce una limitazione del trasporto pubblico locale, autobus e tram e di conseguenza sull'arco temporale (dalle 6 alle 21). Sempre per il trasporto pubblico locale è stata sospesa la Ztl per tutta la fase di emergenza con la chiusura dei parcheggi di Zaera e Via La Farina.

“E' importante chiarire qualche passaggio per l'ordinanza omnibus per il quale ci sono state varie discussione - ha detto De Luca - in relazione soprattutto a chi deve rimanere chiuso e chi può aprire l'attività. Partiamo però sempre da un presupposto: a prescindere dalle disposizioni del Dpcm, a prescindere dall'ordinanza sindacale c'è la necessità di stare a casa, di chiudere più possibile le attività, anche se comprendo che è una cosa difficile, ma occorre evitare di trasmettere il virus o rimanere contagiato. L'istituto superiore della Sanità ha chiarito poche ore fa la situazione riguardo al meridione. I casi - ha chiarito De Luca - sono limitati rispetto ad altri contesti urbani e quindi rimanere sigillati a casa può essere indispensabile affinchè questi numeri non crescano. In ambito nazionale ci sono duemila casi in più. Questo significa che da noi ancora l'apice deve arrivare - avverte -  si prevede che sarà nei prossimi 15 giorni e la previsione parlando di 40mila rispetto alle 20mila attuali. I nostri numeri sono bassi e tali possono rimanere in relazione al comportamento che noi adottiamo”.

Sull'apertura dei negozi il sindaco ha parlato di segnalazioni “stucchevoli” rispetto a quella che è la situazione di emergenza, come la necessità di lasciare aperti più a lungo negozi alimentari e panifici per consentire anche a chi finisce più tardi di lavorare di poter fare la spesa. “Ma lo capite che siamo in emergenza? Mi si dice che non posso andare in contrasto con le disposizioni del governo - ha detto De Luca - allora abbiamo agito solo sugli orari di apertura (in basso l'elenco completo): le profumerie da domani apriranno alle 8 e chiuderanno alle 14, i generi alimentari dalle 7 alle 18. Tante polemiche per una restrizione che vale solo fino al 25 marzo”De Luca ha poi rassicurato sul fatto che gli approvvigionamenti di alimenti e beni di prima necessità non sono a rischio.

In corso di definizione anche una nuova ordinanza sul volontariato, per andare a disciplinare le mense sociali e le attività di chi svolge ogni sera in piazza stazione si spende a sostegno dei più deboli. “Petete continuare a svolgere volontariato e vi ringraziamo - ha detto De Luca - queste attività non sono toccate dall'ordinanza ma l'assessore Calafiore ha disciplinato alcuni passaggi. Anche sulle attività produttive stiamo lavorando. L'amministrazione non può essere accusata di non pensare agli imprenditori che stanno soffrendo perchè hanno cambiali e scadenze. Massima solidarietà, ma abbiamo dovuto mettere in fila secondo le urgenze. Ora che abbiamo completato l'assetto definitivo, ci occuperemo immediatamente della questione. Comprendo la disperazione di qualche rappresentante di categoria e di coloro che portano esempi di cose fatte in altri comuni, come la necessità di sospendere il pagamento della Tari. State tranquilli - ha detto il sindaco - che affronteremo i profili tributari. In questo momento non ci sono scadenze per cui non c'è necessità di prorogare alcunchè”.

Ma l'argomento del giorno è stato la massa di gente che dal nord sta scendendo al Sud mettendo in difficoltà il sistema di controlli ma che per De Luca  “è gente che torna a casa e che ha diritto a farlo, normali ricongiungimenti, non sono vietati”. Sulle difficoltà dei controlli si è soffermato il vicesindaco Salvatore Mondello che stamattina ha partecipato all'incontro in prefettura convocato per predisporre subito un cordone sanitario e presidiare. “Oggi ho sofferto la confusione - ha detto Mondello - ne è venuto fuori un quadro con tante criticità non per mancanza di capacità professione e volontà ma per i numeri, in particolare la carenza dei medici e di mezzi. Una situazione che avevo rappresentato in passato sentendomi quasi sbeffeggiato. Forse oggi non saremmo arrivati all'ultimo momento e con queste difficoltà”.

De Luca ha poi chiesto al presidente Musumeci di valutare e modificare alcuni elementi della sua ordinanza che non possono essere applicate sulla città perchè la peculiarità dell'area dello Stretto è particolare. “Un medico di Reggio che lavora in un ospedale di Messina è stata fermata e gli è stato intimato di mettersi in quarantena - ha detto De Luca -  Questo dipende dall'interpretazione letterale dell'ordinanza del presidente Musumeci. Un elemento che va corretto perchè lo Stretto di Messina ha altre esigenze. Tra queste quello di avere un unico approdo a Tremestieri perchè in questo momento non ci possiamo permettere di far sbarcare i tir sul viale della Libertà con un altro presidio”.

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