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FOTO | Coronavirus, diminuiscono i traghetti ma aumentano file e caos: "Sembra di essere a Ferragosto"

Piazzali affollati e pericolosi assembramenti tra passeggeri. E' l'effetto del taglio ai collegamenti sullo Stretto voluto dalla Regione per prevenire la diffusione del Covid-19. A bordo centinaia tra pendolari e veicoli. L'allarme dei sindacati

"Sembra di essere ad agosto". Lo hanno detto in molti questa mattina poco prima di salire sul traghetto per Villa San Giovanni.

Le drastiche riduzioni al numero di collegamenti sullo Stretto (il nuovo orario anti-coronavirus è entrato in vigore proprio oggi) non sono infatti servite ad evitare caos e pericolosi assembramenti sia ai piazzali delle due sponde sia a bordo delle stesse navi.

Alle 7 è partito dalla rada San Francesco il primo dei due traghetti Caronte & Tourist della giornata direzione Calabria. E sono stati centinaia i passeggeri, tra pendolari a piedi e viaggiatori a bordo dei propri veicoli, che hanno affollato il molo mettendosi in fila per l'imbarco. Tutto questo nonostante gli spostamenti siano consentiti soltanto a forze dell'ordine e armate, operatori sanitari pubblici e privati, pendolari con comprovate esigenze.

In tanti erano muniti di mascherina, ma durante l'imbarco e lo sbarco non è stato possibile rispettare le distanze minime di sicurezza assolutamente fondamentali per prevenire la diffusione del Covid-19.

Scene simili a quelle vissute ogni anno durante i giorni di esodo e controesodo. Un paradosso considerando l'ultimo decreto regionale che ha deciso il drastico taglio dei trasporti al fine di evitare spostamenti di massa. 

Ma il numero ridottissimo di corse ha causato l'effetto contrario anche alla luce della decisione di interrompere il collegamento con Reggio Calabria dirottando tutto il traffico su Villa San Giovanni. 

E al rientro in serata la situazione potrebbe addirittura peggiorare. A Messina, infatti, è prevista la misurazione della temperatura di ogni passeggero. Il rischio di rimanere in fila a pochissima distanza uno dall'altro sembra quasi certo.

De Luca: "Servono urgenti modifiche"

E questa mattina decine di passeggeri, tra i quali anche medici, magistrati e forze dell'ordine, sono rimasti a terra per la mancanza di posti sull'unico traghetto della mattina per Messina.

Sulla vicenda ha annunciato interventi il sindaco Cateno De Luca. "Stiamo scrivendo al ministro dei Trasporti ed al presidente della Regione per modificare immediatamente le modalità attuative delle restrizioni del transito sullo stretto che non tengono conto nemmeno della entità dei pendolari che devono continuare a prestare servizio per garantire i servizi minimi essenziali per sanità, ordine pubblico e giustizia".

I sindacati: "Così si provoca l'effetto boomerang"

A chiedere modifiche è anche la UilTrasporti con una nota alle istituzioni competenti.

“Così l’effetto rischia di essere un boomerang ed amplificare i rischi di contagio del personale marittimo di bordo e dei lavoratori dell’indotto, rendendo vane tutte le prevenzioni poste in essere dalle aziende. Occorre proteggere i lavoratori di tutte le compagnie di navigazione, sia pubbliche che private. Quindi delle due l’una - conclude la UIltrasporti- o si implementano le restrizioni dei soggetti che possono transitare tra le sponde dello Stretto facendo un ulteriore giro di vite sull’utenza, oppure occorre rivedere il numero dei collegamenti e implementare le attività di controllo".

Medici impossibilitati ad andare a lavoro

Tra i pendolari rimasti a terra questa mattina molti sono medici e infermieri che ogni giorno si spostano tra Messina e la Calabria. 

Anche il Nursind chiede urgenti modifiche ai colllegamenti sottolineando l'impossibilità per molti operatori sanitari di recarsi a lavoro in un momento così difficile. 

Così come sottolinea Ivan Alonge, segretario territoriale del Nursind Messina, “numerosissime segnalazioni e richieste di aiuto da parte del personale infermieristico riguardante la difficolta a raggiungere il posto di lavoro a seguito della modifica degli orari di traghettamento della ditta Caronte & Tourist. Nello specifico, si trova in difficoltà tutto il personale sanitario pendolare, non meno di 200 professionisti circa, impegnato in questo momento nell’emergenza sanitaria nei nosocomi dell’hinterland. Gli orari di lavoro sono infatti grosso modo 7-13 la mattina e 13-20 il pomeriggio e 20-7 la notte. Con gli orari imposti a partire dalla data odierna, il personale è di fatto impossibilitato a raggiungere il posto di lavoro e  le proprie famiglie. Già da oggi, moltissimi professionisti non si sono potuti recare al lavoro creando a catena numerosi disservizi all’interno dei reparti dei vari nosocomi. In questo momento di emergenza chiediamo di favorire gli spostamenti dell’indispensabile personale sanitario, agevolando la loro presenza all’interno dei reparti di degenza. Inoltre, da professionisti sanitari oltre che da sindacalisti siamo fermamente contrari alla generale riduzione delle corse in quanto favorisce il maggiore assembramento obbligando tutta la popolazione che ha la necessita di spostarsi, a concentrarsi tutti nel medesimo momento non diluendo gli stessi in corse successive”.

Il Nursind chiede quindi di inserire le seguenti corse: da Villa San Giovanni partenza alle 6, alle 12 e alle 18,40 mentre da Messina partenza a 14-15, 20,40 e 8.



 

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