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Cronaca

Coronavirus, niente test sierologici per lavoratori postali, bancari e assicurativi

I sindacati Slc Cgil e Uilca lamentano i mancati controlli anticovid ai dipendenti ogni giorno a contatto con il pubblico

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MessinaToday

“Apprendiamo con stupore ed incredulità quanto deciso dalla Regione Sicilia, e nello specifico dall’Assessorato della Salute con prot. n. 14005 del 16 aprile 2020, in merito alla esclusione dei lavoratori Postali, così come per quelli Bancari ed Assicurativi, per l’effettuazione dello screening epidemiologico da Covid 19 ” dichiara così il Coordinatore Regionale Slc Cgil Giuseppe Di Guardo nell’apprendere che l’assessore Regionale alla Salute Ruggero Razza, ha escluso i dipendenti postali dall’effettuare questo importante test. “I lavoratori di Poste Italiane sono coloro che hanno rapporto quotidiano con tutta la popolazione regionale, e svolgendo la loro attività rischiano il contagio e l’eventuale diffusione del virus tra i cittadini, oltre che per se stessi e per i loro famigliari ” ha aggiunto il sindacalista “in particolare i portalettere e gli impiegati degli uffici postali, giusto per citare due categorie, hanno operato, ed operano, in continuità per fornire un servizio sociale alla cittadinanza, senza esclusione di territori, garantendo persino i servizi nelle c.d. Zone Rosse ”.

“Auspichiamo che l’Assessore consideri ed inserisca questa categoria, tra quelle che svolgono un servizio essenziale, annoverandola ed includendola, da subito, tra quelle a rischio ” ha concluso il coordinatore regionale Di Guardo “ preso atto che queste lavoratrici e questi lavoratori, pur avendo applicato responsabilmente tutte le misure di sicurezza per evitare l’infezione, hanno registrato, nella nostra Regione, alcuni casi di contagio ”.

Giuseppe Gargano di Uilca Sicilia: "La situazione nelle banche rischia di diventare incontrollabile. Le tensioni sociali provocate dalla condizione di povertà assoluta di molti cittadini potrebbe travolgere anche e soprattutto i lavoratori del credito. I bancari sono doppiamente esposti a rischi per la salute a causa del coronavirus ed alle aggressioni di cittadini esasperati e disperati che intravedono nelle banche un'ancora di salvezza per la sopravvivenza. Il temuto "pacco bomba", rivelatosi fortunatamente non pericoloso, trovato oggi a Catania in una zona centralissima e presidiata da diversi Istituti di Credito ne è la dimostrazione. Abbiamo chiesto ai prefetti la massima attenzione ad una situazione senza precedenti che potrebbe degenerare in comportamenti drammatici e violenti".

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