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Lunedì, 8 Agosto 2022
Cronaca

Covid e quarta dose, centinaia di sms e chiamate per agevolare vaccinazione

Intanto il ministro Speranza annuncia la volontà del governo di estendere l'ulteriore somministrazione anche agli over 60. Si attende solo il passaggio formale con una circolare del ministero della Salute

L’Asp di Messina e l’Ufficio Covid 19 di Messina stanno inviando centinaia di sms e chiamate attive ad altrettanti cittadini per informarli della possibilità di prenotare la quarta dose del vaccino anti COVID-19. Destinatari del messaggio sono: le persone di età maggiore o uguale a 80 anni; le persone con specifica fragilità che abbiano un’età compresa tra 60 e 79 anni.

Per accedere alla quarta dose occorre aver già ricevuto la prima dose di richiamo (terza dose o booster) da almeno 120 giorni. Nel messaggio viene specificata anche la data e l’orario per effettuare il vaccino. L’iniziativa è stata pensata per agevolare la vaccinazione per la quarta dose.

Intanto il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato la volontà del governo di aprire "immediatamente sui nostri territori la somministrazione della quarta dose anche alle persone sopra i 60 anni". L'annuncio al congresso nazionale dei Uil pensionati a Roma. La circolare ad hoc dovrebbe arrivare nel pomeriggio di oggi, 11 luglio.

Lo stesso Speranza ha spiegato che l'Italia segue quanto deciso a livello europeo. "Oggi le due istituzioni per noi internazionali di riferimento, Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) e Ema (Agenzia europea del farmaco), hanno aperto alla somministrazione del secondo richiamo, la quarta dose, anche alle persone over 60. E proprio in queste ore, immediatamente, già nella giornata di oggi adegueremo le nostre linee guida, le nostre circolari e le indicazioni, a questa determinazione dell'Ema e dell'Ecdc", ha detto Speranza.

Con la decisione di oggi si amplia ulteriormente quindi la platea dei vaccinabili. La quarta dose  - in base alla circolare dell'8 aprile 2022 - era raccomandata dopo un intervallo minimo di almeno quattro mesi (120 gg) dalla prima dose di richiamo alle persone di 80 anni e più; agli ospiti dei presidi residenziali per anziani; alle persone di 60 anni e più con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti.

Quarta dose, la decisione dell'Ema

"Poiché in Europa è attualmente in corso una nuova ondata, con tassi crescenti di ricoveri in ospedale e in unità di terapia intensiva (Icu), è fondamentale che le autorità sanitarie pubbliche ora considerino le persone tra i 60 ei 79 anni, nonché le persone vulnerabili di qualsiasi età per un secondo richiamo. Questi potrebbero essere somministrati almeno quattro mesi dopo il precedente, con particolare attenzione alle persone che hanno ricevuto un richiamo precedente più di 6 mesi fa. I vaccini attualmente autorizzati continuano a essere altamente efficaci nel ridurre i ricoveri per Covid, le malattie gravi e i decessi nel contesto delle varianti emergenti di SARS-CoV-2", si legge sul sito dell'Ema.

"Chiedo agli Stati membri di lanciare immediatamente un secondo richiamo per tutti coloro che hanno più di 60 anni e tutte le persone vulnerabili e esorto tutti coloro che hanno diritto a farsi avanti e vaccinarsi. È così che proteggiamo noi stessi, i nostri cari e le nostre popolazioni vulnerabili. Attualmente stiamo assistendo a un aumento dei tassi di notifica dei casi di COVID-19 e una tendenza all'aumento dei ricoveri e dell'occupazione in ospedale e in terapia intensiva in diversi paesi, principalmente a causa della sottolinea BA 5 di Omicron", ha affermato Andrea Ammon, direttore del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).

Quarta dose per tutti?

Dall'Ema precisano che "al momento, non ci sono prove chiare a sostegno della somministrazione di una seconda dose di richiamo a persone di età inferiore ai 60 anni che non sono a maggior rischio di malattia grave. Né ci sono prove chiare a sostegno della concessione di un secondo richiamo precoce agli operatori sanitari o a coloro che lavorano nelle case di cura a lungo termine a meno che non siano ad alto rischio. Tuttavia, è probabile che i residenti nelle case di cura a lungo termine siano a rischio di malattia grave e dovrebbero essere presi in considerazione per dosi di richiamo in linea con le raccomandazioni nazionali".

L'Ecdc e l'Ema hanno invitato le autorità sanitarie pubbliche in tutta l'Ue "a pianificare ulteriori richiami durante le stagioni autunnali e invernali per le persone a più alto rischio di malattie gravi, possibilmente combinando le vaccinazioni contro il Covid con quelle contro l'influenza".

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