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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca

Ricoveri Covid, la Sicilia supera la soglia critica. Musumeci: "Andiamo verso la zona gialla"

Secondo gli ultimi dati dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari (Agenas), l'Isola è al 17%. Secondo il governatore "è mancata una politica di prevenzione e prevenzione per i dispositivi di sicurezza. E il sindaco De Luca torna a chiedere la vaccinazione obbligatoria

Raggiunta in Italia la soglia critica del 15% per l'occupazione di pazienti Covid dei posti letto nei reparti ordinari degli ospedali. Secondo gli ultimi dati dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari (Agenas), nella giornata di ieri la media nazionale di occupazione è salita di un punto percentuale dal 14% (valore che era rimasto stabile dal 22 al 25 dicembre) al 15%. La Sicilia è al 17%.

Nel dettaglio 'geografico', sono 9 le regioni e province autonome oltre soglia, con la Valle d'Aosta al primo posto con una percentuale doppia rispetto al valore massimo, pari al 30% di occupazione. A seguire, la Calabria al 28% e la Liguria al 27%. Il Friuli Venezia Giulia ha un'occupazione del 22%, seguito a ruota dalle Marche al 21%, dal Veneto al 18%, Sicilia e Piemonte (17%). In bilico Lazio e Provincia autonoma di Bolzano che sono 'ferme' sul 15%.

“Non siamo ancora zona gialla in Sicilia, e questo è merito della comunità, temiamo di esserlo tra qualche giorno” ha detto questa mattina ad Omnibus, su La 7, il governatore siciliano Nello Musumeci. “Ogni nostra attenzione è destinata non solo alla tutela della salute, specie dei più fragili e dei ragazzi ma anche ad evitare di bloccare il settore economico che da noi sarebbe una catastrofe. Oggi adotteremo le misure neccessarie”.

Secondo il governatore "è mancata una politica di prevenzione e prevenzione per i dispositivi di sicurezza. In Sicilia dobbiamo evitare le speculazioni, che qualcuno possa lucrare sulle necessità delle famiglie, specie per i meno abbienti. Occorre che il Governo intervenga per dotare le strutture sanitarie ma anche le farmacie di dispositivi per evitare che il furbo possa lucrare sulla pelle di gente disperata". 

Intanto lasciano sperare i dati sulle vaccinazioni:  "In Sicilia  l'85 per cento dei cittadini ha almeno una dose di vaccino - spiega Musumeci - il ciclo completo ha raggiunto l'81,73 per cento di siciliani, stiamo notando una crescita delle prime dosi negli ultimi giorni. L'area dei no vax si sta frantumando tra i pochi irriducibili e chi sta superando lo stato di iniziale di diffidenza".

Ma proprio sulle vaccinazioni è tornato a protestare il sindaco di Messina Cateno De Luca che ha chiesto ancora una volta la governo di rendere obbligatorie le dosi anticovid.

“Non accetto da uomo delle istituzioni che si continui a giocare anche sulla nostra stabilità psicologica. La gente non comprende più. Non comprendiamo neanche noi uomini delle istituzioni. Una famiglia che passa il Natale sulla macchina per fare il tampone rapido, è vergognoso”, ha detto De Luca in riferimento al caos nei drive in di città e provincia per i tamponi ea i numeri in crescita dei contagiati.

De Luca, che ha parlato delle difficoltà nel settore del turismo e dello spettacolo colpiti dal Covid, ha spezzato anche una lancia a favore degli imprenditori “costretti a verifiche sui green pass” mettendo in evidenza anche alcune contraddizioni sui provvedimenti del governo, come il blocco degli spettacoli all’aperto consentendo invece quelli al chiuso.

L'aumento dei contagi e le nuove regole hanno fatto saltare infatti anche il programma della manifestazione 'Il Natale della RiNascita' di Messina che prevedeva concerti e spettacoli nel periodo delle feste. La decisione è stata presa della giunta che dopo la riunione di ieri pomeriggio ha rinviato tutti gli eventi musicali e le prestazioni artistiche previste nel cartellone, "fatta eccezione per i presepi, i mercatini, le luminarie e le installazioni artistiche".  Gli eventi, si legge nel provvedimento, "saranno riprogrammati in una fase successiva, compresa tra il mese di luglio, agosto e settembre 2022 nella quale, venuta meno e/o attenuatasi l'attuale emergenza epidemiologica e le conseguenti restrizioni, potrà essere assicurata una più ampia partecipazione di pubblico e di conseguenza maggiormente soddisfatto l'obiettivo del richiamo turistico, nell'ottica promozionale del territorio della città di Messina e delle sue imprese, al fine di dare continuità al piano promozionale nella sua seconda fase". 

E è proprio sulla fine dell’emergenza pandemica che ci si interroga ad un anno esatto dalla partenza della campagna di vaccinazone che a Messina, in particolare, ha trovato importanti sacche di resistenza.

“Ci hanno parlato di immunità di gregge se si arrivava ad una percentuale di vaccinati del 70-75 per cento, ma qualcosa evidentemente non ha fuzionato – ha detto De Luca -  Ora occorre rendere obbligatoria la vaccinazione. E’ giusto smetterla con questa ipocrisia. Ci stiamo vaccinando perché non abbiamo alternativa. Serve una legge chiara che renda obbligatorio il vaccino in Italia. Se il governo non è capace di avere la maggioranza sull’obbligo vaccinale se ne vada a casa e non continui a massacrare il nostro territorio. La situazione pandemica oggi è peggiore di quando si è chiusa l’Italia. Spero che chi sta sopra le nostre teste penda provedimenti urgenti e conseguenziali che on sono le mezze misure. Lo Stato si assuma la responsabilità".

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