rotate-mobile
Domenica, 3 Luglio 2022
Cronaca

Chi prende il Covid ora probabilmente è per colpa di una nuova variante

Le dichiarazioni del ministro della Salute mentre gli ultimi dati del monitoraggio della Fondazione Gimbe rilevano come in Italia si sia registrata una frenata della discesa nazionale dei nuovi casi con risalita dei contagi anche a Messina. Intanto arriva Omicron 5, ecco cosa succederà

"Dobbiamo considerare la pandemia di Covid ancora non finita. I numeri di questi giorni di tanti Paesi europei segnalano come la curva cresce. Non possiamo assolutamente considerare chiusa la partita". Lo ha sottolineato il ministro della Salute Roberto Speranza mentre gli ultimi dati del monitoraggio della Fondazione Gimbe rilevano come la scorsa settimana in Italia si sia registrata una frenata della discesa nazionale dei nuovi casi, con una risalita delle segnalazioni di nuovi contagi in ben 22 province (dal +0,4% di Messina, Padova e Roma al +20,2% di Enna).

"La frenata nella discesa dei nuovi casi settimanali e la netta riduzione del numero dei tamponi parallela all'aumento del tasso di positività sono 'spie rosse' confermate dalla ripresa della circolazione virale" spiega il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta che punta il dito sulla sotto-variante Omicron BA.5.

Covid, la situazione in Italia

La risalita dei nuovi casi attualmente non desta troppa preoccupazione visto il basso livello di stress cui sono sottoposti gli ospedali. Tuttavia è un monito per l'autunno visto anche il reallentamento della campagna vaccinale.

Anche l'ultimo report mensile dell'Alta Scuola di Economia e Management dei sistemi sanitari (Altems) dell'Università Cattolica di Roma registra - oltre al calo dell'incidenza - un drastico rallentamento delle somministrazioni di vaccini, appena 800mila negli ultimi 30 giorni, di cui 436.880 seconde dosi booster destinati ai soggetti fragili, inferiori al target giornaliero di 500.000 dosi fissato dall'allora Commissario straordinario all'emergenza Covid Figliuolo.

no vax italia-3

Il rallentamento è gioco-forza collegato alla minore percezione del rischio derivata dalle infezioni da Sars-Cov-2, grazie anche al contenimento dei decessi: negli ultimi 30 giorni sono 2.715 le vittime correlata al Covid-19 mentre la letalità grezza apparente (numero di pazienti deceduti nell'ambito dei soggetti positivi al COVID-19) è ancora in calo e pari a 0,4 per 1.000 casi.

Cosa accadrà quindi? Dobbiamo preoccuparci di Omicron 5?

Nei prossimi 15 giorni è attesa una mini ondata Covid: "20/25mila casi di media al giorno, rispetto al minimo degli ultimi mesi di 16mila" secondo Antonello Maruotti, ordinario di Statistica dell'Università Lumsa. Un rialzo dei casi che non avrà ripercussioni e " fisiologiche in un'ottica di convivenza con un virus molto contagioso" spiega Maruotti. "La sempre minore attenzione da parte dei cittadini rispetto alle principali misure di distanziamento sociale e la presenza di nuove varianti può essere fattore trainante della ripresa del contagio".

Dall'estero arrivano esempi di quello che potrebbe succedere in Italia: in Portogallo, la rapida crescita dei casi osservati, raddoppiati nel giro di dieci giorni, si è ormai stabilizzata ed è stata dovuta principalmente alla larga diffusione della variante Omicron 5, prevalente in larghe zone del Paese. Ma l'impatto di Omicron 5 non dovrebbe essere preoccupante: "Rialzo dei casi, per lo più lievi" conclude il docente in attesa di capire quale variante ci accompagnerà durante l'autunne.

Fonte: Today.it

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Chi prende il Covid ora probabilmente è per colpa di una nuova variante

MessinaToday è in caricamento