Cronaca

Coronavirus e stipendi a rischio, “A Messina 170 vittime, ma fra i lavoratori delle coop settore scuola”

La lettera aperta di Cerreti di Mli al sindaco Cateno De Luca sulla situazione dei dipendenti dei servizi di assistenza igienico-personale e trasporto studenti disabili. “Buste paga decurtate per le misure del governo”. Anche Fp Cgil scende in campo

Ci sono 170 lavoratori delle cooperative dei servizi di assistenza igienico-personale e trasporto studenti disabili  subiranno la scure nello stipendio per i giorni di inattività dovuti alla chiusura delle scuole. Lo segnala direttamente al sindaco Cateno De Luca – che nel suo profilo facebook posta foto insieme alle caprette che fanno ciao al coronavirus – il capogruppo del Movimento Liberi insieme, Roberto Cerreti (nella foto). Che mette subito in evidenza una serie di contraddizioni: “Mentre dal nord arrivano in continuazione come bollettini di guerra, aggiornamenti sulle fasi che contraddistinguono il propagarsi del coronavirus, nessuno si rende conto che già nel nostro territorio e per scelte governative nazionali, ci sono le prime vittime della discutibile gestione della problematica da parte di uno Stato che appare confuso e tardivo nel proprio agire”.

A Messina nessun caso di Coronavirus

Già, perché a Messina nessun caso Coronavirus è stato registrato. Il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 12 di oggi (giovedì 5 marzo), in merito all’emergenza Coronavirus, è di 3 ricoverati a Palermo e 3 a Catania, mentre 15 sono in isolamento domiciliare. Dall'inizio dei controlli, i laboratori regionali di riferimento (Policlinici di Palermo e Catania) hanno effettuato 440 tamponi, di cui 404 negativi e 15 in attesa dei risultati.

Roberto Cerreti-3A fronte di questi dati, però, a Messina “si sono determinate le prime 170 vittime indirette di questa epidemia e della cattiva gestione dello Stato”, scrive Cerreti nella lettera aperta indirizzata direttamente a De Luca, “non al sindaco o al rappresentante delle Istituzioni, ma innanzitutto all’uomo”. Cerreti spiega che si tratta di lavoratori già costretti al precariato da decenni (“gli impiegati sul territorio comunale di Messina avanzano già ben 3 mensilità”), con un contratto che gli impone un inoccupazione con consequenziale mancata retribuzione o possibilità di ammortizzatori sociali per cinque mesi all’anno.

“Converrai, Cateno – scrive Cerreti -  che la scelta cooperativistica della Città Metropolitana rapportata alla gestione comunale operata dalla Messina social City, risulta inefficace e priva di garanzia per i malcapitati operatori, che ora, si trovano costretti nel sobbarcarsi anche i costi delle mancate retribuzioni per l’inattività delle cooperative durante  le lunghe giornate contemplate dal decreto ministeriale per le misure anti-coronavirus. Ed è proprio per queste motivazioni, consapevole che gli uffici preposti metropolitani hanno in ogni caso accantonato le somme necessarie per lo svolgimento dei fondamentali ed essenziali servizi di assistenza e trasporto disabili, che ti chiedo di ipotizzare un virtuoso percorso amministrativo di riconoscimento di un “rimborso per forzata e straordinaria inattività” per i 170 dipendenti dei lotti A e b dei servizi esternalizzati dalla Città Metropolitana  in misura del 50% della retribuzione giornaliera dovuta, da far corrispondere nelle busta paga di Marzo ai lavoratori per le giornate di chiusura delle scuole e forzata mancata attività lavorativa”.

A sostegno dei lavoratori “privati” anche Fp Cgil

A sostegno di lavoratrici e lavoratori del settore privato che operano nell’ambito scolastico anche la Fp-Cgil. Lunedì 9 marzo, a Palermo, si terrà un incontro tra organizzazioni sindacali Confederali e centrali delle Cooperative, per valutare la possibilità, così come sta accadendo in molte altre regioni d’Italia di attivare il Fis (Fondo integrazione salariale).

“La notizia della sospensione dei servizi di Assistenza all’Autonomia e Comunicazione di assistenza igienico personale e trasporto, svolti nelle scuole di ogni ordine e grado – spiegano il segretario della Fp Cgil Francesco Fucile e la segretaria provinciale, Elena De Pasquale -  in considerazione del provvedimento annunciato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha letteralmente gettato nel panico le centinaia di lavoratori che operano in questo settore, ma ci siamo subito attivati per capire se ci siano gli estremi per attivare ammortizzatori sociali a tutela dei lavoratori. Questa scelta – affermano i rappresentanti sindacali – ha chiaramente reso necessario tutte le procedure possibili per attutire le conseguenze sui lavoratori, nella speranza che nel frattempo il Governo vari delle misure in deroga così come avvenuto per le “zone rosse”. Nell’attesa, però, il prossimo 9 marzo, a Palermo si terrà un incontro congiunto con le altre sigle sindacali Confederali e con le centrali delle Cooperative, per avviare un confronto sulla possibile applicazione del Fis (Fondo integrazione salariale, art. 29 del decreto legislativo 148/2015), per tutti i lavoratori del settore privato che vivono tale situazione. Se tale strada si rivelerà percorribile, si procederà ad effettuare accordi conseguenti sui singoli territori con le diverse cooperative”.

Situazione ulteriormente specifica quella della Messina Social City: “L’Azienda ha infatti richiesto un parere al segretario generale – concludono i sindacalisti – per capire in che termini affrontare la situazione dei lavoratori internalizzati ed impiegati nei servizi della scuola (e relativo servizio trasporto)  e dei Cse. Quel che è certo è che in un tale momento di complessità e confusione, è necessario evitare strumentalizzazioni e diffondere tra i lavoratori informazioni di fantomatiche soluzioni non rispondenti al vero”.

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