Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Coronavirus, Musumeci in isolamento volontario: "Prudenza doverosa"

Il governatore nei giorni scorsi ha incontrato l'omologo del Lazio Zingaretti, risultato positivo al Covid-19. Da qui la scelta del presidente della Regione che aveva invocato cautela anche per lo sbarco dei passeggeri della Msc ancorata al porto di Messina

Prevenzione" e "distanza" sono diventate le parole d'ordine di questo periodo per evitare la diffusione del nuovo Coronavirus. E nessuno può fare eccezione. La notizia della positività del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha indotto il governatore Nello Musumeci a contattare subito i sanitari, come stabilito dal protocollo, e adesso è in isolamento volontario. Lo rende noto proprio la presidenza della Regione.

Mercoledì pomeriggio, infatti, Musumeci era seduto accanto a Zingaretti, durante il vertice sul Coronavirus tenutosi a Roma a Palazzo Chigi. "Il presidente Musumeci - precisano da Palazzo d'Orleans - non ha alcun sintomo ed è in ottima salute, ma ha deciso di rimanere in isolamento volontario a casa propria. Dovrà controllare la temperatura corporea due volte al giorno ed effettuare un tampone mercoledì prossimo".

“È una scelta di prudenza doverosa verso gli altri prima ancora che verso me stesso - dice Musumeci - Pazienza. Continuerò a coordinare l'attività del governo regionale e della macchina amministrativa da casa mediante il contatto telefonico. Non ci possiamo fermare neppure per un giorno!”.

Una scelta di prudenza che Musumeci aveva sollecitato anche rispetto allo sbarco dei passeggeri della nave da crociera Opera della Msc oggi a Messina. Musumeci aveva chiesto di impedire lo sbarco a Messina dei 2.250 passeggeri per contenere il diffondersi del Coronavirus. "Non conoscendo la situazione sanitaria a bordo - aveva detto Musumeci - bisogna garantire utili misure sanitarie". Una richiesta “naufragata” stante il nulla osta delle autorità sanitarie. “La scelta dell'Unità di crisi e del ministero dell’Interno appare non improntata a spirito di responsabilità. - ha dichiarato il governatore - A Roma cercano a parole la collaborazione con le Regioni, ma nei fatti agiscono con arroganza. Ne prendiamo atto, ma non ci rassegniamo”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Messina, Cateno De Luca, precisando che “l’interdizione all’approdo, comunque, poteva essere disposta solo dal prefetto che rappresenta il Governo in ambito locale, e con il quale siamo in costante contatto”. 

Il sindaco scrive altresì che non sono stati individuati problemi sanitari. “Terminati i controlli dunque, non vi sono ragioni per le quali impedire lo sbarco dei passeggeri”.

Il quadro della situazione nell'isola

Intanto questo  il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 12 di oggi (sabato 7 marzo), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all'Unità di crisi nazionale. Dall'inizio dei controlli, i laboratori regionali di riferimento (Policlinici di Palermo e Catania) hanno effettuato 643 tamponi, di cui 598 negativi e 10 in attesa dei risultati. Al momento, quindi, sono stati trasmessi all'Istituto superiore di sanità 35 campioni, di cui sette già validati da Roma (tre a Palermo e quattro a Catania).

Risultano ricoverati 8 pazienti (tre a Palermo, tre a Catania, uno a Messina, uno a Caltanissetta, ma proveniente da Agrigento) di cui nessuno in regime di terapia intensiva, mentre 27 sono in isolamento domiciliare. Risulta guarito, dopo il test di conferma eseguito nelle scorse ore, un paziente del Ragusano, mentre dopo ulteriori approfondimenti il paziente ricoverato ieri ad Enna è risultato negativo, pertanto è stato dimesso.

Si chiarisce, ancora una volta, che tutti i contagi accertati in Sicilia sono riconducibili al ceppo delle zone di focolaio del Nord Italia. Nello specifico 12 casi sono afferibili a un cluster proveniente dal Friuli Venezia Giulia.

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