Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Corruzione Caronte&Tourist, se al Comune si chiude un occhio sui lavori in cambio di assunzioni

L'attenzione degli investigatori sulla realizzazione dell’area Villa Agip con nuovo impianto di bigliettazione senza “titolo edilizio”. L'ingegnere Morabito figura centrale. Ecco come si lubrificavano le pratiche in cambio di sconti, cene e altri vantaggi...

Prende le mosse dal riscontro delle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Vincenzo Cristiano, l’attività investigativa, coordinata dai sostituti procuratori distrettuali Walter Ignazitto e Gianluca Gelso della procura di Reggio Calabria che ha travolto la società di navigazione Caronte &Tourist e il Comune di Villa San Giovanni.

Un ciclone giudiziario che ha travolto Villa San Giovanni e Messina per i vertici della società di navigazione. Oggi, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, i carabinieri di Reggio Calabria, coadiuvati da personale dei comandi di Milano, Brescia e Messina, hanno eseguito ordinanze di custodie cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Reggio Calabria.

Figura centrale - secondo gli inquirenti - emersa nell’ambito dell' indagine è quella dell’ingegnere Francesco Morabito, attuale responsabile del Settore Tecnico Urbanistico del Comune di Villa San Giovanni, che nel periodo delle investigazioni si è reso responsabile di plurime condotte illecite integranti ipotesi delittuose di corruzione, turbativa d’asta, falso in atto pubblico, truffa aggravata e peculato.

Inchiesta Caronte&Tourist, arresti e indagati: tutti i nomi

La principale vicenda su cui è stata posta attenzione investigativa è stata l’esecuzione del “progetto per la riorganizzazione dell’area Villa Agip con la realizzazione di un nuovo impianto di bigliettazione e connessa automazione” ad opera della società Caronte & Tourist S.p.A. Tale vicenda ha visto da un lato il coinvolgimento di Antonino Repaci e di Calogero Famiani, rispettivamente presidente del Consiglio di Amministrazione ed Amministratore Delegato della società Caronte & Tourist S.p.A., e dall’altro il diretto interessamento di Francesco Morabito e del geometra Giancarlo Trunfio, i quali hanno agevolato, con atti contrari ai propri doveri d’ufficio, la realizzazione dei lavori di ammodernamento della nuova biglietteria automatica. In particolare, in cambio della promessa di assunzione di Gianluca Trunfio, figlio del predetto Giancarlo, da parte della Caronte & Tourist S.p.A., Francesco Morabito e Giancarlo Trunfio hanno adottato un provvedimento autorizzativo illegittimo a firma di Trunfio al fine di consentire alla “Caronte & Tourist S.p.A.” la rapida realizzazione dell’opera, in assenza di un regolare titolo edilizio.

Sempre nell’ambito dell’esecuzione di detta opera, sono state registrate ulteriori condotte corruttive, attraverso cui i manager indagati, hanno promesso di elargire utilità ad amministratori comunali, che in cambio hanno asservito la loro pubblica funzione agli interessi privati della società di navigazione. Nello specifico, Antonino Repaci si è mosso anche con il vertice dell’amministrazione comunale, individuando il suo principale interlocutore nel sindaco Giovanni Siclari, al fine di assicurarsi l’affidamento dell’area sulla quale la sua società aveva progettato la realizzazione dei lavori in argomento, area che tuttavia risultava di proprietà Anas.

Le investigazioni hanno accertato anche un altro episodio corruttivo che ha visto protagonista ancora una volta Francesco Morabito, il quale ha agevolato l’iter procedimentale delle pratiche edilizie di Gaetano Bevacqua, noto imprenditore operante nell’ambito della ristorazione e gestore della sala ricevimenti “Villa Chiringuito”, sita in località Cannitello di Villa San Giovanni. Tutto ciò, in cambio di ingiusti vantaggi economici, quali cene gratuite o con rilevanti sconti economici per sé e per altri.

Una compagnia della bufera

L’indagine ha inoltre consentito di constatare come l’ingegnere Francesco Morabito abbia illecitamente indirizzato l’aggiudicazione dell’appalto per la progettazione definitiva ed esecutiva per le opere di riqualificazione del lungomare Fata Morgana di Villa San Giovanni in favore del raggruppamento temporaneo di professionisti, in cui ha inserito anche suo figlio Giovanni Marco, neo laureato in ingegneria.

Con le medesime modalità illecite, l’ingegnere Morabito, in concorso con Vincenzo Cristiano, ha turbato la gara per conto del Comune di Villa San Giovanni per l’aggiudicazione in favore della Cooperativa Sociale Pandora degli appalti relativi all’affidamento del “servizio di pulizia locali edificio comunale” negli anni 2014 e 2016. In particolare Morabito ha concordato con Lucia Bertuca e Vincenzo Bertuca (la prima quale amministratore unico e rappresentante legale della cooperativa e il secondo quale titolare di fatto dell’azienda) la presentazione dell’offerta, predeterminando modalità ed entità del ribasso e garantendo loro, preventivamente, l’aggiudicazione dell’appalto. Tale contestazione risulta aggravata dalle  modalità mafiose, perché commessa in concorso con Vincenzo Cristiano, oggi collaboratore di giustizia e all’epoca appartenente alla cosca di ‘ndrangheta Bertuca, operante nel mandamento di Reggio Calabria.

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