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Lunedì, 15 Agosto 2022
Cronaca Letojanni

Corruzione vigili urbani, sgomento il sindaco di Letojanni: "Fatti gravi, sospesi i soggetti coinvolti"

Le reazioni a poche ore dall'operazione dei carabinieri sulla gestione illecita della messa in sicurezza stradale dopo gli incidenti

C'è sgomento a Letojanni dopo l'operazione dei carabinieri che stamane ha svelato un presunto sistema di corruzione e tangenti sui servizi di messa in sicurezza delle strade interessati da incidenti automobilistici.

Centro strategico delle attività illecite, per le quali sono state arrestate sette persone tra cui vigili urbani, era proprio il noto comune jonico e nella fattispecie il suo Corpo di polizia municipale. Non a caso il sindaco Alessandro Costa ha parlato di "fatti gravi" annunciando già i primi provvedimenti. "Ho piena fiducia nel lavoro degli inquirenti - ha detto a MessinaToday il primo cittadino - qualora i reati venissero appurati si tratterebbe di un danno d'immagine per Letojanni e l'amministrazione comunale". Il sindaco Costa ha infatti provveduto a sospendere i due soggetti coinvolti: l'ispettore Santo Triglia e il comandante della polizia locale Alessandro Molteni. Quest'ultimo è già stato sostituito. 

Tra le persone arrestate dai carabinieri, con l'accusa a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica e contro il patrimonio, c'è anche il comandante della polizia metropolitana di Messina, Antonio Triolo. Ai domiciliari la figlia di Molteni, Elisa, la moglie di Triglia, Gaetana Cardile l'imprenditore Antonino Navarria, amministratore della "Sos strade srl", e Andrea Lo Conti, titolare della "La car", ditta satellite della "Sos strade".

L'indagine

L'inchiesta ha scoperto che in caso di incidenti con danni alla carreggiata o sversamento di liquidi, il servizio di pulizia e ripristino delle strade del Comune di Letojanni veniva affidato sistematicamente, anche in assenza di una gara o di una convenzione, alla 'S.o.s. Strade': ciò "era riconducibile innanzitutto al rapporto privilegiato che legava il titolare di questa società a due esponenti della polizia locale di Letojanni", dicono i militari. La 'S.o.s. Strade' per ottenere il recupero dei costi d'intervento presso le assicurazioni dei conducenti dei mezzi incidentati aveva delegato un'altra società, con sede a Santa Teresa di Riva, la 'ELTA Service', le cui quote risultano ripartite rispettivamente tra la figlia e la moglie dei due esponenti della polizia municipale di Letojanni indagati.

Secondo l'accusa i pubblici ufficiali, "compiendo anche atti contrari al loro ufficio", si adoperassero per affidare in modo diretto alla 'S.o.s. Strade' i lavori di pulizia della carreggiata, consentendogli di avere il sostanziale monopolio nel servizio di rispristino stradale e di bonifica sul territorio di Letojanni: ad un maggiore numero di interventi su strada corrispondeva un maggiore numero di pratiche di liquidazione da gestire e di conseguenza un maggiore incasso per la società delegata al recupero crediti. La 'S.o.s. Strade' si serviva a sua volta di un'ulteriore società satellite, riconducibile ad uno degli imprenditori colpiti dal provvedimento restrittivo, con la quale era legata da un contratto di franchising. Questa società satellite, inoltre, otteneva anche l'affidamento diretto dei servizi di rimozione dei veicoli su strada per il Comune di Letojanni, senza gara pubblica o convenzione.

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