Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Coronavirus, l'avvocato-runner Giacobbe: “Correre non è vietato, ecco dove sbaglia De Luca”

Il legale interviene sulle dichiarazioni del sindaco che smorza gli entusiasmi degli appassionati della corsa. “Nessun distinguo fra attività fisica e motoria per il ministero, è corretto allenarsi sul marciapiede intorno al palazzo”

Luigi Giacobbe

Sono stati messi all’indice in questi giorni di emergenza, guardati con sospetto. A Padova ne hanno picchiato uno a sangue perché faceva jogging senza mascherina. Sono gli appassionati della corsa, quelli che con pioggia sole e vento non riescono a rinunciare a quel momento tutto loro, col vento in faccia, perchè hanno sperimentato da tempo che correre con costanza fa ritrovare non solo la forma fisica ma anche l’autostima e il buon umore.

In tanti, viste le incertezze, in questo mese di emergenza ci hanno rinunciato, più che per i divieti, per non farsi guardare male dagli integralisti della pandemia. Ma tutti hanno continuato a chiedersi che male fanno e chi possono infettare se ne vanno a correre in solitudine. 

Anche ora che l’attività motoria torna finalmente a ripartire per tutti, dopo l’autorizzazione del presidente della Regione, le dichiarazioni del sindaco Cateno De Luca hanno smorzato l’entusiasmo.

Secondo il sindaco infatti, il “giogging”, come lui stesso si ostina a chiamarlo, continua a essere vietato non da lui ma ma dal dpcm, (il decreto della presidenza del consiglio dei ministri del 14 aprile), ed è chiarito da una circolare del Viminale del 31 di marzo”. Ma se De Luca insiste sul fatto che non si può correre ma fare solo una passeggiata vicino l’abitazione, c’è chi - appassionato runner e avvocato - fa chiarezza sulle disposizioni.

E’ Luigi Giacobbe, legale e runner della Torrebianca. “Nel nostro panorama giuridico, non si rinviene una definizione di attività fisica ma esistono solamente delle indicazioni di carattere generale che si trovano anche sul sito del Ministero della Salute – spiega l’avvocato Giacobbe -  E’ bene precisare che la nozione di attività fisica e di attività motoria sono coincidenti e consistono in un movimento che comporta un dispendio energetico superiore a quello che avremmo in condizioni di riposo o di corpo statico. Infatti anche andare a fare la spesa è un’attività fisica che comporta un dispendio di energia. Cosa diversa ovviamente è l’esercizio fisico in senso lato: è un’attività fisica superiore e strutturata rispetto al semplice camminare. Se vogliamo chiarire, una volta per tutte, cosa possiamo e non possiamo fare oggi, consideriamo che all’interno della definizione di attività fisica rientrano anche gli esercizi sportivi, cioè tutte le attività diverse dal mero riposo in essa compreso anche il jogging, tanto caro al nostro sindaco, che altro non è che un’attività atletica che richiede un minimo di allenamento.  Di conseguenza – continua Giacobbe -  in base a quanto stabilito dal DPCM del 10 aprile all’art. 1 comma F e come puntualizzato in un faq del Ministero dell’Interno, è corretto allenarsi sul marciapiede intorno al palazzo dove abbiamo dimora rimanendo all’interno dei 200 metri fatidici  da casa”. 

Via libera dunque alla corsa? Possiamo accendere? “Assolutamente sì, ovviamente gli unici obblighi da rispettare sono quelli di indossare la mascherina e di non correre insieme ad altri: sia il DPCM  che l’ordinanza di Musumeci ricordano di praticare solo attività motoria individuale. Pertanto ogni diversa pratica sportiva, anche amatoriale, come, ad esempio, una partitella all’interno del cortile condominiale, deve essere esclusa in quanto può essere creato un assembramento con le conseguenze facilmente immaginabili (basta un positivo per contagiare tutti). In tale ultimo caso si può essere destinatari anche di una contestazione di una ipotesi di reato   – il decreto legge del 25 marzo – che prevede anche l’arresto fino a 18 mesi o le sole sanzioni amministrative (tranne per chi violi la quarantena obbligatoria)”.

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