Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

La Corte dei Conti: "In pandemia gravi deficit della sanità, ritardi e sperperi della Regione"

L'analisi impietosa emerge dalla relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario del procuratore regionale Gianluca Albo: "I principi di economicità e sana gestione finanziaria rimangano riferimenti astratti" nell'Isola. E mette in guardia dal malaffare con l'arrivo dei fondi per la ripartenza

“Sembra che i principi di economicità e sana gestione finanziaria rimangano riferimenti astratti dell'azione amministrativa e politico-amministrativa della Regione e degli enti dell'Isola" e con la pandemia la situazione non è certo migliorata. Anzi, secondo il porcuratore regionale della Corte dei Conti, Gianluca Albo, "l'emergenza Covid ha ulteriormente messo in evidenza i gravi deficit della sanità siciliana, come rilevato in istruttorie su apparecchiature non utilizzate o, più specificamente, sulla mala gestio e/o disorganizzazione in alcune aziende sanitarie nella gestione dell'emergenza pandemica". 

L'analisi particolarmente dura nei confronti della Regione emerge dalla relazione del magistrato contabile, stilata in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, in cuiì vengono anche elencati gli strumenti necessari per evitare illeciti, corruzione e uso distorto delle risorse pubbliche, soprattutto in vista dell'arrivo di ingenti somme per la ripartenza del Paese e, quindi, anche dell'Isola. Un elemento che viene messo in evidenza presidente della sezione giurisdizionale, Vincenzo Lo Presti, nella sua relazione. Entrambi sottolineano la difficoltà dell'impresa, anche alla luce della carenza di organico dell'ufficio giudiziario siciliano.

La pandemia e "i gravi deficit della sanità siciliana"

"L'emergenza Covid - afferma il procuratore regionale - ha ulteriormente messo in evidenza i gravi deficit della sanità siciliana, come rilevato in istruttorie su apparecchiature non utilizzate o, più specificamente, sulla mala gestio e/o disorganizzazione presso alcune aziende sanitarie nella gestione dell'emergenza pandemica". Ma non è l'unica bacchettata alla Regione: "L’amministrazione regionale, nonostante i plurimi profili di competenza contenuti nella nota interpretativa, non risulta si sia attivata con una regolamentazione generale e necessaria per chiarire le competenze interne ed evitare elusioni o sovrapposizioni in una materia delicata quale, per la Regione siciliana sicuramente dovrebbe essere, la tutela dell'Erario".

"Sana gestione riferimento astratto nell'Isola"

Il pm aggiunge che "i principi di economicità e sana gestione finanziaria rimangano riferimenti astratti dell'azione amministrativa e politico-amministrativa della Regione e degli enti dell'Isola" e rimarca come "solo alcune amministrazioni virtuose si sono adeguatamente conformate, mentre altre lo hanno fatto obtorto collo, come ad esempio alcune aziende sanitarie che, anziché investire la Procura con complete denunce di danno erariale per errori sanitari o altre fattispecie di danno, si sono limitate a trasmissione atti e, solo dopo specifiche diffide, hanno iniziato a conformarsi agli obblighi previsti dal codice di giustizia contabile".

Fondi per la ripartenza a rischio senza monitoraggio

Alla luce delle somme ingenti che saranno stanziate per la ripresa dopo la pandemia sia per il procuratore regionale che per il presidente della sezione giuridizionale, occorre attrezzarsi subito. Afferma Albo: "La gestione delle ingentissime risorse per il ristoro pandemico e la ripresa post pandemica esigono non solo un'azione repressiva a valle della gestione, e quindi in seguito all'accertamento della distrazione delle risorse, ma, prima ancora, adeguati meccanismi di monitoraggio sull'affidamento e sul primo impiego delle risorse". Lo scopo è di "scongiurare e in tempo neutralizzare l'effetto illecito di interposizioni soggettive (le cosiddette teste di legno) e/o oggettive (risorse strumentali o finanziarie fittizie) operanti in linea con consolidati meccanismi distrattivi".

"Prevenzione finanziaria contro illeciti e corruzione"

Per il procuratore regionale bisogna dunque prevenire più che limitarsi a curare: "E' evidente - si legge ancora nella sua relazione - che la repressione a monte assuma un ruolo determinante rispetto alla repressione a valle" e "le forze di polizia devono attrezzarsi non solo 'fisicamente', inserendosi nel circuito informatico di gestione delle risorse, ma prima ancora 'culturalmente' per far divenire loro compito naturale non solo la prevenzione dei reati ma anche la prevenzione finanziaria, quella cioè volta ad impedire la mala gestio e la distrazione di risorse che vengono allocate per un fine pubblico specifico".

Il presidente: "Rapidità dell'Amministrazione contro lo sperpero"

Sulla stessa linea, il presidente Lo Presti: "La nostra Costituzione - sostiene nella sua relazione - assegna alla magistratura contabile l'oneroso compito di garantire in posizione di terzietà che la gestione delle pubbliche finanza venga effettuata in maniera oculata e trasparente, assicurando in tal modo che il contributo fiscale corrisposto dai cittadini onesti venga effettivamente utilizzato per assicurare alla collettività i migliori servizi possibili. Soprattutto oggi, nel attuale contesto emergenziale, per favorire la ripresa economica del Paese, occorre assicurare la rapidità dell'azione amministrativa che, però, non può prescindere da un adeguato ed efficace sistema di controllo anche giurisdizionale, pena un non efficace impiego delle risorse disponibili e lo sviamento delle stesse dalle loro finalità pubbliche. L'auspicio è quindi che le prossime prevedibili riforme della pubblica amministrazione tengano sempre presente che solo potenziando (e non certamente diminuendo) le attività di controllo e giurisdizionali della Corte dei conti è possibile evitare o per lo meno limitare lo sviamento e lo sperpero delle pubbliche risorse. L'attività della Corte dei conti non deve essere vista con diffidenza da parte dei pubblici amministratori che, per la gran parte, sono certamente onesti e diligenti e svolgono quotidianamente il loro lavoro con dedizione e con l'orgoglio di essere utili al Paese".

Gli organici dimezzati: solo un pm contabile ogni 338 enti pubblici

Gli organici della Corte dei Conti in Sicilia sono sostanzialmente la metà di quelli previsti e questo non agevola certo il compito delicato e fondamentale al quale deve assolvere la magistratura contabile. Un dato che viene messo in evidenza sia da Lo Presti - sono stati "assegnati in media 7 magistrati, con una scopertura del 50 per cento" e con "continui avvicendamenti" - che da Albo: "Il numero attuale dei magistrati operanti presso la Procura regionale siciliana (con una scopertura del 42 per cento, ndr) è incompatibile con l'impegno necessario a far fronte ai notori e gravi fenomeni di mala gestio che connotano le numerose ed eterogenne amministrazioni siciliane. La carenza di magistrati non è contingente, perdura da alcuni anni ed è nota". I pm sono 7 (al posto di 12) in tutto a fronte di 2.366 amministrazioni pubbliche, cioè uno ogni 338.

Fonte: PalermoToday

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La Corte dei Conti: "In pandemia gravi deficit della sanità, ritardi e sperperi della Regione"

MessinaToday è in caricamento