Cronaca

Non una di meno, centinaia di donne in piazza contro la violenza

Tantissime studentesse, lavoratrici, precarie alla manifestazione che si è conclusa in piazza Unione Europa. Giorgianni: “La nostra manifestazione anche contro la violenza mediatica, rappresentata da chi definisce “gigante buono” un assassino”

“Al giorno d’oggi sono ancora troppi i casi di femminicidio, punta dell’iceberg di una violenza strutturale e sistemica che vogliamo sconfiggere. Siamo scese in piazza oggi contro la violenza mediatica, rappresentata da chi definisce “gigante buono” un assassino. Da chi continua a colpevolizzare le donne che hanno subito violenza. La colpa passa sempre da “una gonna troppo corta” o una “sbronza che si poteva evitare”.

Sono le parole di Domiziana Giorgianni di Non una di meno a margine del corteo che ieri ha attraversato le strade di Messina contro la violenza sulle donne.

La manifestazione partita da Largo Seggiola si è conclusa in Piazza Unione Europa con una serie di interventi.

Tutte le iniziative per la Giornata contro la violenza sulle donne in città e provincia

La Giorgianni ha fatto anche riferimento ad ostacolo burocratici nell’organizzazione posti dalla questura che non hanno però inficiato la buona riuscita della manifestazione.

“Oggi, abbiamo mandato una segnale importante – ha detto -  non ci fermeremo di fronte a nulla. Noi non deleghiamo la nostra liberazione a nessuno! L'unica arma che abbiamo è la forza collettiva. Unite nella lotta, attraversiamo le nostre città, sfidando il potere patriarcale. Questo potere che si manifesta, tutt’oggi, in moltissime forme, troppe. Noi non rimarremo inermi di fronte a questa violenza. Diciamo sempre che siamo il cambiamento che vogliamo imprimere alla società. Partiamo da noi, dalle nostre pratiche, dalla solidarietà femminista”.

Poi un riferimento allo slogan scelto “contro la violenza sulle donne, saremo rivolta”: “Abbiamo ripreso lo slogan nazionale perché ci sentiamo vicine alle compagne di tutto il mondo, abbiamo però deciso di fare il corteo qui nella nostra città perché ogni soggettività possa sentirsi inclusa, avere la possibilità di scendere in piazza e manifestare accanto alle sue compagne. In Sicilia l’obiezione di coscienza raggiunge percentuali mai viste altrove, i consultori chiudono o non forniscono servizi adeguati e i centri anti-violenza subiscono un de-fininaziamento che limita un lavoro che dovrebbe essere diffuso e garantito”.

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