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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Cronaca

"Cosa Veneta", la famiglia Mollica di Gioiosa Marea nel mirino di Report

Sotto la lente del popolare programma di approfondimento giornalistico è finito l'imprenditore messinese noto alle cronache giudiziarie sin dai primi anni Novanta per lo scandalo Siaf finito poi in una bolla di sapone

Le telecamere di Report nella mega villa a quattro piani dei Mollica a Gioiosa Marea per l’inchiesta sul radicamento delle mafie nel Nordest.

Sotto la lente del popolare programma di approfondimento giornalistico di Rai tre condotto da Sigfrido Ranucci intitolato "Cosa Veneta", andato in onda ieri sera, è finito un messinese noto alle cronache giudiziarie sin dai primi anni Novanta per lo scandalo Siaf finito poi in una bolla di sapone.

Si tratta di Pietro Tindaro Mollica. Indagato per il crac delle sue aziende e considerato contiguo ad ambienti della criminalità organizzata siciliana e campana, è stato processato e assolto per mafia, tuttavia gli è stato confiscato un patrimonio da 171 milioni di euro e le sue quote del consorzio Aedars sono passate all’Agenzia nazionale per i beni confiscate alle mafie.

A ricostruire la storia dell'imprenditore Mollica anche il giornalista Enzo Basso, fondatore del settimanale d'inchiesta Centonove chiuso nel 2017, giornale che per primo si occupò dei fratelli Domenico, Pietro e Antonino Mollica fin dall'inchiesta che portò allo scioglimento del comune di Piraino nel 1991. "Fallita l'esperienza Siaf, Pietro Mollica vince appalti milionari a Roma con il consorzio Aedars e a Venezia diventa socio della Umana, la galassia imprenditoriale del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, per la ristrutturazione della Grande scuola della Misericordia, edificio del Cinquecento. Una partecipazione che viene considerata inspiegabile dal tribunale che confischerà i suoi beni visto che il consorzio - ricostruisce Report  - non investe un solo euro nella ristrutturazione e non versa integralmente nemmeno le quote sociali ma avrebbe goduto della concessione del Palazzo per 44 anni insieme alla Umana che invece ha messo nella società circa 11 milioni".

Brugnaro, nella sua qualità di sindaco dal 2015 è anche a capo dell’ente che ha rilasciato la concessione quarantennale per lo sfruttamento del Palazzo alla sua società.  Nell’ inchiesta di Report si mette in evidenza come "le quote del consorzio Aedars vengono sequestrate dal tribunale per le misure di prevenzione di Roma nel 2015 ma  la pratica antimafia viene aggiornata solo nel 2023. A marzo scorso, la Umana di Brugnaro ha acquistato le quote riferibili all’ex socio Pietro Mollica dall’agenzia dei beni confiscati ottenendo il via libera dalla prefettura. Potrà gestire la Scuola della Misericordia fino al 2051".

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