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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca

Omicron 5, mortalità 7 volte più alta per no vax: dalla prossima settimana quarta dose per over 60

Oltre un milione di italiani sono attualmente positivi al coronavirus e in un caso su dieci si tratta di persone che avevano già contratto la malattia. È colpa della nuova variante

Dovrebbe arrivare entro 24/48 ore il via libera da parte dell'Ema alle indicazioni per l'estensione del secondo boster del vaccino Covid agli over 60. La decisione in questo senso, anticipata due giorni fa da Marco Cavaleri, responsabile della strategia per i vaccini dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema). Aifa e Ministero della Salute, si apprende, sono già al lavoro e dopo il passaggio da parte dell'Agenzia del farmaco ci sarà una circolare che sarà inviata alla Regioni per predisporre il nuovo piano vaccinale.

Dall'inizio della prossima settimana gli italiani con più di 60 anni potranno pertanto essere chiamati alla quarta dose di vaccino anti Covid per contrastare quella che è una variante sempre più dilagante: Omicron 5. Non si tratta ancora dei vaccini aggiornati per contrastare specificamente la variante super contagiosa ma servirà per incrementare la risposta immunitaria.

Secondo gli ultimi dati dell'Istituto superiore di sanità il tasso di mortalità per Covid risulta essere 7 volte più alto per i non vaccinati rispetto a chi invece è protetto con la vaccinazione completa di richiamo. Le persone non vaccinate rispetto a quelle vaccinate, corrono un rischio fino a 7 volte maggiore di morte e fino a 3,5 volte più alto di ricovero in terapia intensiva. Il tasso di mortalità standardizzato per età, relativo alla popolazione di età pari o superiore a 12 anni, su 100mila persone nel periodo 13 maggio-12 giugno 2022, per i non vaccinati risulta nel dettaglio pari a 11 decessi per 100.000 abitanti, "circa sei volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (2 decessi per 100.000 abitanti) e circa 7 più alto (7,1) rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (2 decessi per 100.000 abitanti)". Dato che raggiunge le 8 volte e mezzo (8,5) sulla popolazione over 80. Quanto al tasso di ricoveri in terapia intensiva, nel periodo 20 maggio-19 giugno per i non vaccinati è stato di 2 ricoveri per 100.000 abitanti e risulta "doppio rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni e circa tre volte e mezzo più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster". Il tasso di ospedalizzazione, nel periodo 20 maggio-19 giugno per i non vaccinati (56 ricoveri per 100.000 abitanti) risulta all'incirca due volte e mezzo più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (22 ricoveri per 100.000 aitanti) e oltre tre volte e mezzo più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (16 ricoveri per 100.000 abitanti).

Quanto ai dati sui contagi è interessante rilevare come continua a crescere la quota di italiani contagiati da Sars-CoV-2 dopo aver già superato precedenti infezioni COVID: ormai più di un caso su 10 fra quelli censiti in 7 giorni nel Paese risulta essere una reinfezione. 

"Finirà che ogni anno dovremo fare la profilassi con un nuovo vaccino aggiornato in base al ceppo circolante in quella stagione" spiega il presidente dell'Aifa Giorgio Palù. "La quarta dose del vaccino va fatta senza riserve - spiega ancora - protegge dalla malattia grave e, anche se solo parzialmente, dall'infezione. Il problema è che appena il 19% degli over 80, cui è raccomandata, l'hanno ricevuta. Percentuale bassissima, un quinto della popolazione che ne avrebbe bisogno. I più esposti alle bonseguenze severe del Covid".

Fonte: Today.it

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