Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Effetti avversi dei vaccini, in Sicilia un'équipe unica in Italia: "Eventi rari, ma ogni caso va studiato"

A tu per tu con Cristoforo Pomara, a capo del gruppo di scienziati che sta indagando sulle morti ipoteticamente collegati ad Astrazeneca. "Lo scopo è creare una rete che consenta di scambiare informazioni in tempo reale a livello internazionale"

E' una task force unica in Italia, quella guidata dal professore Cristoforo Pomara, ordinario di Medicina legale dell'università di Catania, e istituita dall'ormai ex assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, lo scorso 19 marzo. Il gruppo di scienziati sta studiando al momento una morte sospetta (e molto astrattamente collegabile alla vaccinazione con Astrazeneca) - quella della docente palermitana, Cinzia Pennino, deceduta a 47 anni - e ben 35 decessi di persone morte per Covid. A Messina proprio ieri il decesso della professoressa di Musica  Augusta Turiaco. L'obiettivo è acquisire dati clinici, da condividere anche a livello internazionale, in modo da rendere più efficaci le cure contro la malattia, oltre che valutare eventuali eventi avversi connessi alla somministrazione dei vaccini.

A dispetto dell'allarme sociale, enfatizzato dai media, è il secondo aspetto che sembra stare più a cuore al professore, perché, come rimarca: "Siamo ormai a quasi 110 mila persone uccise dal Covid nel nostro Paese e tante morti si potranno in futuro evitare se, come è stato fatto in Germania, per esempio, da subito fossero state eseguite autopsie cliniche su questi pazienti, creando un registro nazionale. Un'operazione che invece il nostro ministero ha addirittura inizialmente ostacolato". Sul fronte dei decessi post vaccino, invece, Pomara sottolinea che "sono molto rari e per rendersi conto dell'efficacia dei vaccini basta guardare al Regno Unito".

Qual è il compito di questa speciale task force? Ne esistono altre in Italia?
"La task force istituita dalla Regione siciliana è unica in Italia e consentirà di creare un registro regionale dei decessi post Covid e anche di valutare se esistono astrattamente delle relazioni tra quei rari casi di morti sospette e la somministrazione dei vaccini. Studiare i dati clinici sui deceduti per Covid è fondamentale per permettere poi una rapida diagnosi in chi si ammala, per comprendere i sintomi e di conseguenza anche applicare cure sempre più efficaci e salvare vite. Lo scopo è creare una rete che consenta di scambiare informazioni in tempo reale a livello internazionale. La Sicilia col suo registro regionale potrà dialogare con gli altri Paesi che hanno avuto questa intuizione, cioè gli Stati Uniti, il Canada e la Germania".

Cristoforo Pomara-2C'è un protocollo preciso da seguire per queste autopsie cliniche?
"Certo ed è stato definito con altri cinque istituti di Medicina di legale, oltre a quello di Catania. Il protocollo permette di eseguire l'esame facendo dei prelievi con criteri precisi in modo da mettere al sicuro una banca di informazioni e di poterla utilizzare anche se dovessimo avere delle intuizioni fra settimane o mesi".

Al momento quanti e quali casi state studiando?
"Uno solo legato ipoteticamente alla vaccinazione con Astrazeneca e 35 decessi post Covid, uno dei dati più alti al mondo. In questo secondo caso sono stati spesso gli stessi parenti delle vittime a chiederci di fare gli accertamenti sui loro cari e a loro va il mio ringraziamento. Le autopsie cliniche su questi morti sono partite nel nostro Paese senza alcun coordinamento, mentre in Germania si è avuta subito l'idea di creare un registro nazionale in modo da condividere le informazioni e migliorare le cure. Adesso in Sicilia stiamo cercando di mettere insieme il lavoro svolto in tutte le province".

La task force è stata istituita solo una decina di giorni fa, dunque non siete stati coinvolti negli altri casi di morti ipoteticamente sospette dopo la vaccinazione avvenute in Sicilia?
"No e aspettiamo doverosamente gli esiti degli accertamenti giudiziari".

In queste ultime settimane, con l'avanzare della campagna di vaccinazione, si è diffuso un sentimento marcato di sfiducia e paura nella popolazione. Senza entrare nel merito del caso sospetto che state studiando, cosa può dire per rassicurare i cittadini?
"Dico che per quanto attiene alle vaccinazioni basta guardare al Regno Unito per comprenderne l'efficacia e anche per rendersi conto che morti e complicanze sono casi molto rari. Parimenti, però, ogni singolo caso anche solo ipoteticamente sospetto va attentamente studiato perché ogni vita umana persa vale quanto quelle di chi invece viene salvato dai vaccini. E' doveroso che tutti i cittadini comprendano che l'autopsia clinica ha lo scopo di studiare il decesso per tentare di evitarne altri. La task force poggia il suo lavoro su una rigorosa metodologia scientifica condivisa dalla comunità internazionale con lo scopo di fornire utili informazioni ai clinici per poter prevenire le più temibili complicanze determinate dal Covid o, astrattamente, a qualsiasi reazione a farmaco, compresi i vaccini. Voglio specificarlo, e spero che si comprenda, che queste reazioni e complicanze valgono astrattamente per qualsiasi farmaco".

Il vostro lavoro scientifico servirà anche alle Procure?
"Certamente e all'autorità giudiziaria saranno puntualmente forniti i dati delle autopsie e di tutti gli studi scientifici e laboratoristici ad esse connessi perché l’opera delle Procure è a garanzia di un controllo globale e doveroso del sistema e come cittadino, medico e ricercatore sapere che c’è chi ulteriormente vigila e controlla tutta la catena vaccinale in maniera libera e indipendente, come prevede la nostra Costituzione, mi fa stare ancora più tranquillo: si lavora tutti nella stessa direzione e anche l’Aifa ha sottolineato il ruolo fondamentale delle autopsie ".

Prima parlava però di mancanza di coordinamento in Italia e di ritardi...
"Se in Italia si è iniziato a studiare e a fare le autopsie post Covid, va ricordato a tutti, lo dobbiamo anche alla magistratura e non certo al ministero della Salute che, anzi, inizialmente, ha addirittura scoraggiato questo tipo di esame. E' anche grazie alla magistratura che si stanno facendo questi studi e se a livello sanitario avviene in ritardo è invece colpa di scelte politiche poco chiare e tardivamente ritrattate. Ribadisco che l'autopsia clinica su pazienti post Covid è un esame fondamentale per salvare vite e per curare i postumi. Dovremmo prendere esempio proprio da Paesi come la Germania, il Canada, gli Stati Uniti, dove le autopsie cliniche oggi sono la routine".

Ma senza un registro unico a livello nazionale e senza un unico protocollo per eseguire le autopsie, come si fa poi a valutare i dati per esempio dei rari casi di reazioni avverse?
"Infatti l'Aifa dice che aspetta l'esito delle autopsie per capire certi aspetti, ma la domanda è: di quali autopsie? Ad oggi potrà contare solo su quelle giudiziarie non avendo previsto uno studio scientifico su base nazionale che invece servirebbe per una ‘farmacovigilanza’ più adeguata. Speriamo che a livello politico si accorgano anche di questi esempi virtuosi e si segua la giusta direttrice: in medicina non è mai troppo tardi".

Fonte: PalermoToday
 

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