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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Cronaca

Ondata Covid: la data del picco e qual è il vero problema oggi negli ospedali

Chi viene ricoverato, molto spesso non è a causa del covid. Ha altri problemi, entra in ospedale, gli fanno il tampone, e risulta positivo. Ma anche così serve isolare i pazienti, drenando letti e personale. Il picco arriverà a luglio: Ferragosto "tranquillo" e nessuna restrizione all'orizzonte

Piena ondata estiva, con un impatto (per ora limitato) sugli ospedali. I nuovi contagi Covid sono stati 36.282 nelle ultime 24 ore in base ai dati del ministero della Salute. Domenica scorsa erano stati 71.947. Le vittime sono invece 59, due in più del giorno prima. In tutto eseguiti, tra antigenici e molecolari, 129.908 tamponi con un tasso di positività che si attesta al 27,9% stabile rispetto al 27,4% di domenica. Sono 303 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 12 in più. Gli ingressi giornalieri sono 27 mentre i ricoverati nei reparti ordinari sono 7.648 con un aumento di 436 unità rispetto al giorno prima.

Sempre più ampio il fronte delle  Regioni che chiede al ministro Speranza di abbassare da 80 a 70 anni l'età per ottenere la quarta dose, che protegge poco dal contagio e dalla malattia lieve ma tiene ancora bene rispetto al rischio di ospedalizzazione. A spingere per il nuovo booster ai settantenni sono Emilia Romagna, Toscana, Veneto e Lazio, ma ci altre regioni che potrebbero seguire a stretto giro di posta.

Nessuna restrizione all'orizzonte

Totalmente contrario agli allarmismi il sottosegretario alla Salute Andrea Costa: "I dati ci dicono che siamo in una fase certamente positiva e gestibile, dobbiamo monitorare con grande attenzione - ha spiegato ieri - Valuteremo gli scenari nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, ma credo che sia anche sbagliato dire che sarà un autunno catastrofico. Al momento sul tavolo del governo non c’è nessuna misura restrittiva all’esame".

Giorgio Palù, presidente dell'Aifa e professore emerito di Virologia dell'Università di Padova, smonta l'allarme polmoniti lanciato dai medici del 118: "Con questo alto numero di contagi è statisticamente normale che qualche persona in più si ritrovi in ospedale con una polmonite. Magari perché non vaccinata o con ciclo vaccinale incompleto o con patologie concomitanti. Ma questo non significa che Ba.5 sia più patogena", dice alla Stampa. "Via via che aumenta la popolazione immunizzata dai vaccini o dalla malattia si arriverà ad avere un virus endemico come avviene per gli altri virus respiratori stagionali", continua Palù.

Chi viene ricoverato oggi per Covid

Chi viene ricoverato per Covid dopo due anni e mezzo di pandemia e con la stragrande maggioranza della popolazione vaccinata e dunque protetta dalla malattia grave? "Chi viene ricoverato, non è a causa del covid. Ha altri problemi, entra in ospedale, gli fanno il tampone, e risulta positivo - aveva spiegato la scorsa settimana molto chiaramente il professor Sergio Babudieri, responsabile dell’unità operativa di Malattie Infettive dell’Aou di Sassari, intervistato dalla Nuova Sardegna - I vaccini, ormai è appurato, danno una protezione clinica, evitano le complicazioni respiratorie, ma non sono una barriera per le infezioni. Quindi i contagi ci saranno sempre, ma non si rischierà la vita. Con gli antivirali orali e tra poco con gli anticorpi monoclonali intramuscolo, ci si difende efficacemente. Per questo voglio ancora ribadire una cosa importante: tenete i vostri nonni alla larga dall’ospedale, portateli solo se strettamente necessario. Le persone anziane sono pazienti delicati. Se entrano e sono positivi al test, poi finiscono in isolamento e rischiano di non uscire più". "Ogni variante che sovrasta le altre sarà sempre più infettante. Se così non fosse, d’altronde, non prevarrebbe. Più risulta contagiosa e meno è controllabile - dice ancora Babudieri - È bene che entri in testa: presente quando tutti ci becchiamo il raffreddore? Con il covid ormai sarà la stessa cosa. È tempo di derubricarlo a comune influenza pre 2020".

E' vero in ogni caso che in Italia accelera da inizio luglio in poi la crescita dei ricoveri. Soprattutto quelli nei reparti di medicina: più 436 in sole 24 ore che portano il totale a 7.648, con un tasso di occupazione già all'11,9%, vicino alla prima soglia d'allerta del 15%. Superata da 5 regioni, con l'Umbria che è addirittura di un punto percentuale oltre il livello superiore d'allerta del 30%. In quella che una volta si definiva "zona gialla" sono invece: Basilicata (17,8%), Calabria (23,3%), Liguria (16,1) e Sicilia (23,9).

Nonostante sia dunque acclarato che solo un ricoverato positivo su tre (circa) sarebbe in ospedale per il Covid, mentre gli altri avrebbero scoperto di essersi contagiati al momento del tampone d'ingresso, molti medici nei giorni scorsi hanno detto che il problema non è da sottovalutare, poiché anche i "positivi per caso" dovrebbero essere isolati dagli altri pazienti, drenando così letti e personale.

Il picco e il Ferragosto "tranquillo"

Il picco dell'ondata estiva dovrebbe arrivare verso metà luglio secondo alcuni esperti: "Non voglio fare previsioni che poi rischiano di rivelarsi sbagliate - ribatte Palù - Ma con un Rt di 1,3 destinato a salire a 1,5 diciamo che occorrerà ancora qualche settimana affinché inizi la discesa. Anche perché i contagi reali, con il fenomeno delle autodiagnosi e con i casi asintomatici, potrebbero essere 3-4 volte tanto quelli denunciati. Quindi tra malattia e vaccini quasi tutta la popolazione è immunizzata. E anche se con Ba.5 c'è un 10% di reinfezioni le possibilità di propagazione del contagio vanno riducendosi più passa il tempo".

"A luglio questa ondata andrà ad esaurirsi - ha detto qualche giorno fa l'epidemiologo dell'Università del Salento, Pier Luigi Lopalco - e se non spunterà qualche nuova e più insidiosa variante dovremmo passare un ferragosto tranquillo".

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