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Lunedì, 26 Settembre 2022
Cronaca

Covid, vademecum per le scuole: niente didattica a distanza per i positivi

Nuove regole sul fronte Covid per l'anno scolastico ai nastri di partenza. Ma c'è chi pensa alla Dad per risparmiare energia

Dad addio, non ci sono indicazioni sull didattica a distanza dal ministero per l'anno scolastico ai nastri di partenza. Tra le indicazioni ministeriali - reperibili sul sito del Miur - c'è quella che gli alunni potranno essere in classe anche se hanno il raffreddore, purché non la febbre, in quanto "nei bambini la sola rinorrea (raffreddore) è condizione frequente e non può essere sempre motivo di non frequenza o allontanamento dalla scuola in assenza di febbre. Gli studenti possono frequentare in presenza indossando mascherine chirurgiche/FFP2 fino a risoluzione dei sintomi ed avendo cura dell`igiene delle mani e dell'osservanza dell`etichetta respiratoria". Solo per il personale e per gli alunni "a rischio" è comunque raccomandata la mascherina Ffp2, non esplicitamente richiesta agli altri. Il ministero raccomanda inoltre "il ricambio frequente dell`aria" negli ambienti. E` contemplata inoltre una "sanificazione ordinaria" e una "straordinaria tempestiva in presenza di uno o più casi confermati".

"Il personale scolastico, i bambini o gli studenti che presentano sintomi indicativi di infezione da Sars-CoV-2 vengono ospitati nella stanza dedicata o area di isolamento, appositamente predisposta e, nel caso di bambini o alunni minorenni, devono essere avvisati i genitori". Questo per i casi sospetti. Per i casi confermati: "Al momento le persone risultate positive al test diagnostico per SARS-CoV-2 sono sottoposte alla misura dell`isolamento. Per il rientro a scuola è necessario l`esito negativo del test (molecolare o antigenico) al termine dell`isolamento". Per quanto riguarda i contatti con positivi: "Non sono previste misure speciali per il contesto scolastico. Si applicano le regole generali previste per i contatti di casi COVID-19 confermati come indicate da ultimo dalla Circolare del Ministero della Salute n. 019680 del 30/03/2022".

"Per accedere ai locali scolastici - si legge sempre nel vademecum del Miur - non è prevista alcuna forma di controllo preventivo da parte delle Istituzioni scolastiche. Ma, se durante la permanenza a scuola, il personale scolastico o il bambino/alunno presenti sintomi indicativi di infezione da SARS-CoV-2 viene ospitato nella stanza dedicata o area di isolamento, appositamente predisposta e, nel caso dei minori, devono essere avvisati i genitori. Il soggetto interessato raggiungerà la propria abitazione e seguirà le indicazioni del MMG/PLS, opportunamente informato. A titolo esemplificativo, rientrano tra la sintomatologia compatibile con COVID-19: sintomi respiratori acuti come tosse e raffreddore con difficoltà respiratoria, vomito (episodi ripetuti accompagnati da malessere), diarrea, perdita del gusto, perdita dell`olfatto, cefalea intensa".

Il sabato in Dad per risparmiare sui consumi

Dad addio, abbiamo detto. Ma se ne parla ancora. C'è chi propone la settimana corta a scuola e ritorno della didattica a distanza per risparmiare sui consumi: la proposta, lanciata dalla Provincia di Verona, se adottata in modo generalizzato da tutti gli istituti, consentirebbe, in base ai calcoli dell'Atv, l'Azienda dei trasporti di Verona, un risparmio energetico di circa il 4% grazie ad una razionalizzazione del servizio del trasporto pubblico. Tuttavia il sottosegretario all'Istruzione Rossano Sasso, della Lega, la respinge categoricamente: "Andrebbe a penalizzare chi ha sofferto di più in pandemia, bambini e ragazzi. Discorso chiuso", dice.

Secco no anche da parte di Conte e Salvini. "Lo chiariamo subito. Il Movimento 5 stelle non è affatto favorevole alle proposte che iniziano a circolare che prevedono riduzioni di orario e ritorno alla Dad nelle scuole per risparmiare energia", scrive su Facebook il presidente del M5S, Giuseppe Conte. "Altro discorso - ha osservato l'ex presidente del Consiglio - è valutare con i dirigenti scolastici la possibilità di una redistribuzione dell'orario scolastico che, in un quadro integrato col sistema dei trasporti, possa generare economie di sistema. I nostri ragazzi hanno già dato. E' una generazione che ha già sofferto di un'offerta formativa compromessa e di occasioni di socialità mancate. Non si facciano pagare alla scuola le conseguenze della crisi energetica. Negli ultimi due anni la scuola ha subito troppo: questo deve essere l'anno della piena normalità, della ripartenza e del rilancio", ha concluso Conte.

"Scuole chiuse un giorno alla settimana e ragazzi di nuovo in Dad per risparmiare energia? Dico assolutamente No - scrive Matteo Salvini sul suo profilo Facebook - I nostri ragazzi hanno già sofferto troppo per le chiusure degli scorsi anni, perdendo preziosi mesi di vita scolastica, di relazioni, di amicizie, di rapporti e di contatto umano. Lavoriamo per azzerare gli aumenti delle bollette, non per sacrificare scuola e studenti".

Il presidente dei presidi di Anp di Roma Mario Rusconi ragiona sul fatto che "se le scuole per esempio dovessero essere chiuse tutti i sabati, non è pensabile che si possano, gli altri giorni, ridurre gli orari delle lezioni e fare ore di 50 minuti con giornate scolastiche di 6-7 ore: sarebbe una aggressione al diritto dello studente ad aver garantita la formazione". Nettamente contrari ad una riduzione del tempo scuola e al ritorno alla dad anche se per un solo giorno, tutti i maggiori sindacati della scuola. "Utilizzare la Dad per risparmiare sul caro gas mi sembra pura follia se pensiamo che le linee guida inviate alle scuole per prevedono esclusivamente di aprire le finestre magari con i termosifoni accesi! La scuola è una cosa seria e risparmiare su di essa significa non investire sul futuro del paese. Piuttosto tagliamo sugli sprechi: mi viene in mente il Parlamento i cui termosifoni sono accesi h24 ed è invece frequentato dal martedì al giovedì…e lasciamo stare in pace la scuola", commenta il segretario della Uil Scuola Giuseppe D'Aprile. 

Anche Ivana Barbacci, segretaria della Cisl Scuola, guarda altrove per trovare dove risparmiare sui consumi: "La scuola deve essere l'ultima da prendere in considerazione per procedere con le limitazioni del tempo scuola e con eventuali conversioni delle lezioni dalla presenza alla distanza: si possono abbassare le luci nei centri commerciali, cominciando a tenerli per esempio chiusi la domenica - suggerisce - si possono abbassare i riscaldamenti negli uffici pubblici ma va preservato il diritto allo studio, senza far pagare l'emergenza energia ai giovani".

Fonte: Today.it

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