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Cronaca

Crocierismo, Messina tra i porti più importanti del Mediterraneo

I dati resi noti dal monitoraggio di Risposte Turismo. Lo scalo peloritano supera Venezia per numero di passeggeri movimentati

Messina è tra i venti porti più importanti del Mediterraneo in termini di crocierismo. Lo rileva uno studio elaborato dalla società Risposte Turismo che ha analizzato i dati relativi al 2023 mentre per il corrente anno prevede una crescita importante di uno dei settori maggiormente in espansione. Nello scalo peloritano sono stati 525mila i passeggeri movimentati un dato superiore a quanto fatto registrare da Venezia. Così Messina si colloca al 18esimo posto nella speciale classifica che vede in testa Barcellona seguita da Civitavecchia. Ruolo importante per la città dello Stretto anche se si guarda al panorama nazionale. Messina risulta l'ottavo porto italiano per traffico crocieristico con 28mila sbarchi e 497mila transiti. In graduatoria anche Giardini Naxos, al 22esimo posto con 54 sbarchi e 29mila transiti. Leader anche in questo caso è lo scalo di Civitavecchia, punto d'approdo per i turisti diretti a Roma. 

E nel 2024 il porto peloritano dovrebbe aumentare ancor di più i suoi numeri. Previsti infatti 650mila passeggeri per un incremento del 23%. Dando un'occhiata alla regioni, la Sicilia si colloca sul gradino più basso del podio con 11 scali serviti dalle crociere e 1 milione 890mila passeggeri. Primo e secondo posto, rispettivamente per Liguria e Lazio.

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"L’industria crocieristica mondiale - spiega Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo - ha ripreso a crescere, attenta oggi più di ieri ad una serie di priorità e criticità (dal rapporto con le comunità locali alle riduzioni degli impatti ambientali, e non solo) la cui gestione rappresenta ormai una necessità più che un vantaggio competitivo su altre forme di vacanza. L’Italia resta tra i leader mondiali come destinazione e come sistema di offerta, e sempre più la crocieristica assume i tratti di una produzione capace di rappresentare un modello per altri comparti della macroindustria turistica. Oggi il livello di competenza sul tema da parte non solo degli operatori ma anche dei rappresentanti delle destinazioni interessate dagli itinerari delle navi è decisamente più alto di quanto registravamo 10 o 15 anni fa."

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