Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Affidare la scelta della didattica a distanza alle famiglie, i sindacati contro Laura Tringali: "Proposta pericolosa"

La Flc Cgil risponde duramente alle richiesta lanciata da Dafne Musolino e Laura Tringali all'assessore regionale Lagalla sulla possibilità di richiedere la didattica a distanza a domanda individuale. "Operazione per nascondere le inefficienze dell'amministrazione", hanno scritto

Accogliere il modello delle regioni Calabria e Puglia per attivare anche in Sicilia la didattica a distanza su richiesta delle famiglie e contrastare, così, la dispersione scolastica. Gli assessori Dafne Musolino e Laura Tringali, che oggi pomeriggio durante la diretta facebook hanno dato chiarimenti in merito al rientro in classe degli alunni previsto per lunedì 1 febbraio, hanno lanciato la loro proposta all'assessore regionale all'istruzione Roberto Lagalla per consentire anche alle famiglie siciliane se scegliere o meno di far frequentare i figli in presenza o no.

"Una procedura che aiuterebbe i dirigenti scolastici a risolvere un problema grosso che incombe sulle scuole - ha detto Laura Tringali - cioè la dispersione bianca perché gli alunni che hanno in famiglia soggetti fragili preferiscono non frequentare e avere l'assenza segnata piuttosto che rischiare di contagiare le famiglie". 

Dura la risposta della Flc Cgil. "Le scuole non sono come gli ingredienti di un menù. L'istruzione non è un servizio a domanda individuale. Riteniamo pericolose e gravi le parole dell'assessore all'istruzione del Comune di Messina sulla possibilità di scelta della DaD lasciata alle singole famiglie", ha scritto il segretario provinciale Piero Patti. "Non consentiremo a nessuno di utilizzare la scuola come strumento di raccolta di consensi tra la popolazione e i lavoratori. - ha sottolineato ancora - Più che una soluzione ci sembra un'operazione, peraltro maldestra, per nascondere le inefficienze dell'amministrazione comunale e regionale sui trasporti, sull'edilizia scolastica (ancora mancano aule ad alcuni istituti cittadini) e sulla tutela della salute per alunni e lavoratori. Lascia perplessi che una proposta del genere venga fatta da una dirigente scolastica. Bisogna garantire il diritto allo studio e il diritto alla salute nel rispetto della nostra Costituzione e nella piena autonomia delle istituzioni scolastiche". 

La questione della dispersione scolastica, già sollevata dal consigliere e preside Piero La Tona, non sarebbe legata per la Musolino e la Tringali alla didattica a distanza, ma a quella in presenza. "Le famiglie preferiscono far perdere giorni di scuola ai figli piuttosto che esporli al contagio - ha sottolineato Dafne Musolino - Questo problema si potrebbe risolvere consentendo di far scegliere alle famiglie". 

A riguardo, risponde ancora il sindacato, "la dispersione scolastica non si combatte facendo scegliere la DaD alle famiglie ma aumentando il tempo pieno e rafforzando i patti di corresponsabilità con i genitori. Chi lavora a scuola - Ds, docenti, personale ATA - sa cosa vuol dire organizzare orari, ingressi, uscite e lezioni in tempo di pandemia COVID. E' inaccettabile questa proposta e la rigettiamo al mittente. La scuola ha bisogno di regole chiare e non di caos. Le istituzione dovrebbero rassicurare e trovare soluzioni valide ai problemi e non fare propaganda e spot sulla pelle degli alunni, delle famiglie e dei lavoratori. Evidentemente qualcuno non ha ancora compreso bene il ruolo che ricopre", conclude la nota. 

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