Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Attentato al Parco letterario di Roccalumera, Carlo Mastroeni: “Un dolore vedere tanti sacrifici sfregiati”

Il fondatore insieme al fratello Sergio della struttura dedicata al Nobel affranto per l'ennesima devastazione. Pochi giorni fa avevano formalizzato la denuncia per un altro furto e danneggiamento avvenuto a fine febbraio

L’amara scoperta l’ha fatta nel primo pomeriggio Sergio Mastroeni. Porte e finestre sfondate a mazzate, libri che probabilmente volevano utilizzare per dare fuoco ala struttura e gli estintori utilizzati per spruzzare i motori dei frigoriferi, con il chiaro intento di danneggiare i motori.

E’ grave l’attentato che è stato messo a segno nel Parco letterario Quasimodo fondato dai fratelli Sergio e Carlo Mastroeni. “Siamo amareggiati – spiega l’avvocato Carlo Mastroeni – mio fratello si è accorto alle 3 del pomeriggio della devastazione ma potrebbero aver agito indisturbati durante il week end. Sono entrati con l’obiettivo di distruggere tutto. Ma non si tratta sicuramente di dilettanti. Erano attrezzati e determinati. E’ un dolore fare tanti sacrifici e vederli così sfregiati”.

Non è la prima volta che il parco letterario di Roccalumera dedicato al Nobel viene preso di mira.

“Già a febbraio – spiega l’avvocato –erano venuti e hanno sfondato ple porte di legno e rubato nei mobili bar e alcune importanti attrezzature. Ora sono venuti a completare l’opera, guardacaso a pochi giorni dalla denuncia formale presentata per il precedente furto. Anche lo scorso anno avevano rubato, danneggiato l’impianto d’allarme e divelto una telecamerina e portato via tutti gli impianti tecnologici che ci servono per la didattica”.

Il parco ha sede nella dismessa stazione ferroviaria a ricordo della professione di ferroviere del padre e del nonno paterno di Salvatore Quasimodo. All'interno del giardino-museo anche la galleria fotografica della famiglia Quasimodo e cimeli, tra i quali lo studio originale di Milano, la laurea dell'università di Messina e i certificati di nascita e di lavoro sia del poeta che della prima moglie Bice Donetti. Un patrimonio che è sempre più difficile proteggere non solo per le difficoltà economiche. L’attentato è stato denunciato ai carabinieri della Stazione di Roccalumera.

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