Cronaca

Ordinanze sindacali anticovid, Russo: “Restrizioni inutili, qualcuno dovrà rispondere anche dei danni economici”

Il consigliere comunale chiama in causa “la politica incantata e silenziosa di fronte le spericolate alchimie costituzionali e amministrative dello sceriffo”. I dubbi segnalati anche al prefetto sulla legittimità dei comportamenti e l'equilibrio psichico del sindaco

Alessandro Russo

“Non pensi nessuno che il 25 aprile sarà un 'volemose bene'. No. E' tempo di accertare le responsabilità di chiunque”. Suona come una dichiarazione di guerra il commento del consigliere comunale Alessandro Russo dopo l'annuncio del sindaco ieri sera, confermato oggi con un comunicato stampa, di volere cancellare con un colpo di spugna le ordinanze restrittive, rispetto a quelle nazionali e regionali, che tanto hanno fatto discutere in questo mese di emergenza.

E lo stesso sindaco a spiegare che “si può tranquillamente affermare che Messina è stata la città con più restrizioni d’Italia”. Restrizioni che hanno fatto inorridire esimi giuristi come l’ex rettore dell’Ateneo di Messina,  già presidente della Corte Costituzionale, Gaetano Silvestri, che hanno messo in evidenza i rischi per le “garanzie costituzionali” e la democrazia stessa.

Ora, mentre il sindaco chiede ancora qualche giorno di pazienza per non sacrificare gli sforzi, il consigliere del Pd si interroga sui danni causati dalle limitazioni imposte dallo "Sceriffo della Contea", riducendo “a muzzo” gorari di apertura e chiusura dei negozi, il fermo a ottici, negozi di articoli di igiene o quelli per i vestiti di bambini. “Neppure a Bergamo o a Brescia, vigevano tali limitazioni - scrive in una nota Russo - Qualcuno dovrà pubblicamente spiegare le basi scientifiche e tecniche che solo a Catenopoli motivavano il rischio di diffusione del virus correlato all'apertura degli ottici. Si presenti qualcuno dell'Amministrazione e lo spieghi ai cittadini e anche all'Oms e all'Iss: quali le teorie scientifiche che motivavano queste chiusure? Quali gli studi su cui si basavano queste chiusure? Quali quelli che suggerivano la limitazione delle aperture dei supermercati facendo causare assembramenti in orari che altrove non erano neppure di punta? Qualcuno ora dovrà rispondere per i danni economici aggiuntivi per le attività commerciali che, pure nella possibilità di aprire secondo il Dpcm, sono state tenute chiuse per le ordinanze di Catenopoli. Se ipoteticamente dovessero fare ricorso al Comune per il danno economico subìto, chi pagherà? Vi rispondo subito: il Comune. Coi soldi vostri, coi soldi della collettività”.

Russo non lesina stoccate neanche alla politica “incantata dalle spericolate alchimie costituzionali e amministrative dello Sceriffo, per mesi è rimasta in silenzio e plaudente - fornendo un pessimo precedente che resterà nella storia cittadina - dovrà rispondere della legittimità di tutti questi comportamenti”.

Sugli scontri istituzionali legati ai provvedimenti del sindaco, Russo era già intervenuto chiedendo anche aiuto al prefetto di Messina con una nota riservata. La lettera a Maria Carmela Librizzi dopo pesanti commenti del sindaco durante una diretta facebook all'indirizzo del consigliere che ha dovuto anche presentare un esposto alla Digos in seguito alle minacce via social dai “follower” del primo cittadino.

Russo, nella lettera riservata al prefetto appena venti giorni fa, chiede un intervento a tutela della tenuta dell'ordine sociale in città “gravemente messo a repentaglio dai toni violenti, urlati e a tratti irresponsabili del sindaco De Luca”. Atteggiamenti che il consigliere affida alla valutazione del rappresentante del governo con una valutazione personale: “Appare dubbio allo scrivente, dai toni e dai modi fino a oggi da questi utilizzati - scrive Russo -  che il sindaco sia a pieno controllo del mantenimento del proprio equilibrio psichico e comportamentale: condizioni queste che, invece, sono senza dubbio imprescindibili per affrontare il gravoso compito di gestione dell'emergenza sanitaria nel Comune di Messina”. 

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