Omotransfobia, anche Messina sostiene il "ddl Zan" che incassa l'ok della Camera

"Ancora tanta la strada per avere una legge giusta ma questo è già un primo passo", ha commentato Rosario Duca. In attesa del verdetto del Senato anche dal consiglio comunale arriva il sostegno alla proposta di legge

Il Pride del 2019 a Messina

Un "sì" unanime in favore del disegno di legge contro l'omotransfobia. Anche dal consiglio comunale di Messina arriva il sostegno al ddl Zan. La città si impegna, così, a sollecitare la discussione in parlamento e l'approvazione della legge per contrastare l'omotransfobia, la misoginia e le violenze contro le persone disabili. La proposta, presentata dal consigliere Alessandro Russo, e poi sottoscritta anche da Felice Calabrò, Antonella Russo, Gaetano Gennaro e Cristina Cannistrà, è stata discussa a Palazzo Zanca, proprio nello stesso giorno in cui alla camera il ddl ha incassato l'ok per passare, adesso, al Senato. 

"Un atto che andava discusso prima ma che rappresenta comunque un gesto dal valore politico significativo a sostegno delle minoranze", commenta Alessandro Russo, primo firmatario. "Si prosegue in città un percorso di rispetto verso i soggetti dimenticati e trascurati dal dibattito pubblico dimostrando che anche la politica a livello locale riconosce le rivendicazioni e si schiera a sostegno dei deboli". Un ulteriore passo avanti da parte di una comunità che fonda la propria identità sulla rispetto del diritto di libertà di genere, come dimostrato anche in occasione del primo Pride dello stretto, il 9 giugno 2019. 

"Ancora è presto per festeggiare perché adesso dobbiamo aspettare che si pronunci il Senato", commenta Rosario Duca, presidente di Arcigay Messina. "Alcuni aspetti della legge andrebbero modificati, ma non possiamo pretendere la perfezione. Si dovrebbe sicuramente insistere per ottenere maggiori tutele rispetto alle unioni civili ma intanto dopo 25 anni di attese abbiamo fatto un passo in avanti". Nel frattempo l'associazione ha riavviato il tavolo di confronto con l'assessorato alle Pari Opportunità per instaurare un protocollo di intesa che coinvolga la Polizia postale e le altre associazioni con la finalità di aumentare la tutela locale verso i soggetti deboli. 

Nelle stesse premesse alla delibera del consiglio comunale si legge infatti: "la comunità messinese intende ribadire il proprio rigetto di  ogni forma di discriminazione basata sul genere delle persone e sulle proprie scelte di vita, contrastando gli atti di violenza, di intolleranza e di razzismo che abbiano ad oggetto le donne, i soggetti della comunità LGBTI e chiunque si trovi in situazione di minorità sociale ritenendo essenziale intervenire con chiarezza a tutela degli individui che versino in queste condizioni soprattutto alla luce dei fatti di violenza e di intolleranza di matrice omolesbobitransfobica che sono emersi con sempre maggiore clamore negli ultimi mesi". 

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