De Luca prepara il ritorno: “A casa due assessori, chiederò conto dei talenti e delle polemiche”

Il 6 luglio il rientro al Comune con la presentazione di un piano che darà conto del lavoro svolto e delle opere avviate per 369 milioni. L'annuncio dai microfoni di Scirocco. Con una novità: “La vicenda degli sciatori? Se ne sta occupando la Procura di Reggio Calabria”

Cateno De Luca

Occorre fare un salto di qualità e saranno almeno due gli assessori che dovranno lasciare l’incarico. Lo ha dichiarato senza mezzi termini un agguerrito Cateno De Luca ai microfoni di “Scirocco” il talk del venerdì sera condotto da Emilio Pintaldi.

L’ultima puntata di ieri è stata dedicata al sindaco e alle polemiche che hanno caratterizzato queste settimane di assenza dal Comune legate ad esigenze di famiglia. “Fare il figlio per necessità mi ha aiutato a riscoprire ancora di più il mestiere di papà, perché quando si invertono le parti si comprendono megio alcune sfumature che a una certa età sfuggono”, ha esordito De Luca che ha voluto assicurare i cittadini. 

“Quello che dal 9 maggio, da quando manco dal Comune, doveva essere fatto è stato fatto, aldilà della vicenda familiare”, ha detto il sindaco, che ha anche snocciolato in chiusura interventi e appalti avviati. Da quelli dell’Amam per potenziare l’approvvigionamento idrico alle opere pubbliche che verranno inserite nel Piano dei cantieri, con investimenti da oltre 369 milioni di euro. 

Il Piano verrà presentato al rientro ufficiale del sindaco, il 6 luglio. “Un documento che dimostrerà come si è comunque lavorato. Ci sono cose che potevano essere fatte meglio? Si discuterà anche di quello”, ha detto De Luca annunciando che il 6 luglio sarà anche il giorno in cui chiederà conto “dei talenti che ha assegnato, chi ha fatto solo polemiche darà conto di quelle”. 

Col giornalista che lo ha incalzato chiedendo se, anche per evitare polemiche, non era opportuno – pur con il rispetto per  la malattia del padre -  tranquillizzare tutti mantenendo la presenza almeno qualche ora al giorno al Comune, De Luca ha tenuto la barra ferma: “Vi risulta che faccio cose per evitare polemiche? Odio l’ipocrisia”. 

Una componente caratteriale alla base anche della linguaccia e dalle pernacchie dopo aver appreso dell’autorizzazione a procedere per Vilipendio. “La città è stata presa a pernacchie per anni – ha detto De Luca - è stata distrutta dagli stessi messinesi, dalla stessa politica che ha deciso di fare l’inceneritore a Pace e altre cose che vorrei discutere. Che io sia stato criticato per aver preso a pernacchie chi ha deciso di procedere nei miei confronti dopo che ha saputo che ho impugnato il provvedimento riguardante l’annullamento dell’ordinanza, non mi sta bene. Ricordo anche che sono stato io stesso a chiedere, ad aprile, di dare l’autorizzazione a procedere. Ecco, queste persone meritano pernacchie perché non hanno il coraggio delle proprie azioni e sono intimidazioni di Stato”.

Un riferimento inevitabile poi al rapporto con Matteo Salvini e alla presa di posizione del Pd.

“Ho rotto il mio silenzio quando quattro consiglieri hanno fatto una illazione sul mio incontro con Salvini – ha detto De Luca -  E’ vero che avevo in mente di incontralo, così come con altri segretari di partito, perché ho chiesto un incontro per discutere sulla norma antibaracche, ma mio padre proprio il 10 notte ha avuto un altro ictus e in quella situazione non c’è stata possibilità. Avermi attribuito l’incontro e averlo strumentalizzato, dicendo che per incontrare il leader della Lega potevo lasciare mio padre, mentre per andare al Comune no, mi ha fatto schifo”.

Ma quando tornerà al Comune, ricomincerà a fare lo sceriffo? è stata l'ultima “provocazione” al sindaco incalzato anche sul silenzio calato per la vicenda degli sciatori additati come untori nelle prime fasi dell'emergenza epidemiologica. “La città ha tenuto un comportamento esemplare mentre il governo ci ha messo in difficoltà e continua a farlo perché continua con la politica degli annunci. Oggi la gente ha solo voglia di vivere. Non ho apprezzato tutta una serie di comportamenti, in qualche notte di movida e qualche atteggiamento sconsiderato, ma è certo che dovremo entrare nell’ottica che a lungo dovremo vivere in libertà vigilata”. E per gli sciatori? “Nessun silenzio, se ne sta occupando la procura, anzi la procura di Reggio Calabria”.

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