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Gazebo e dehors nel centro storico: basterà il sì del comune, cade il vincolo della Soprintendenza

Il nuovo protocollo di intesa fra Comune di Messina e la Soprintendenza consente di semplificare l'uso del suolo pubblico attraverso l'allestimento dei dehors che, se conformi alle nuove regole, non dovranno essere autorizzati dagli uffici regionali

Semplificazione burocratica e possibilità di rilanciare l'uso del suolo pubblico attraverso regole chiare, valide anche nel centro storico. Con il sì unanime del consiglio comunale al "Nuovo regolamento per le installazioni di strutture precarie e temporanee amovibili" è stata approvata la nuova disciplina per l'uso temporaneo per ristoro all’aperto del suolo pubblico. La realizzazione dei dehors devono adesso rispettare un protocollo e se le strutture seguiranno alla lettera le caratteristiche previste dalla normativa, non servirà più il parere della Soprintendenza. Contestualmente alla presentazione della domanda e dei progetti in Cila e Scia al Comune di Messina gli operatori potranno allestire i dehors.

L'accordo interessa quasi tutta la zona centrale della città, cioè quella in cui la movida e i locali sono più diffusi. Nello specifico il provvedimento modifica le disposizione dell'articolo 19 del Piano regolatore, cioè i criteri di armonizzazione nelle zone A1 e A2, un cui ricade il centro storico cittadino. Momentaneamente restano comunque fuori dalla normativa Piazza Lepanto, la Galleria "Vittorio Emanuele" e le piazzette tematiche della via Garibaldi. Nelle prime due aree si possono ancora apporre soltanto sedie e tavoli, "senza ombrelloni, in attesa di un progetto di arredo interno elaborato dal Comune di Messina", si legge nel regolamento. Mentre per le piazzette tematiche sarà presentato "un progetto unitario redatto dall’Amministrazione Comunale di Messina, che tenga in considerazione globalmente gli elementi qualificanti e caratterizzanti i luoghi recuperati". 

Fatta eccezione per questi spazi, tutti gli altri dehor, si potranno realizzare con sedie, tavoli, elementi di delimitazione e ombrelloni, ma dovranno essere amobili. Sono ammessi allestimenti anche con fiorere a delimitare l'area per una altezza massima di 80 centimetri. Le barriere artificiali non potranno, invece, superare il metro e mezzo. I materiali dovranno essere sempre naturali, come ferro e legno, mentre plastica e resina sono vietati. Le pedane si potranno ancorare a terra senza danneggiare la pavimentazione. L'arredo non dovrà essere colorato. Unica tinta ammessa è l'ecrù, con l'auspicio comunque che tutti gli operatori possano utilizzare un progetto di arredo unitario che non stravolga l'armonia estetica ed architettonica delle zone interessate. Esempi di strutture che rispettano i criteri approvati sono quelle in uso al bar "Trinacria, alla pizzeria "Il Siciliano" e al ristorante "Parametro". 

"La politica ha vinto sui burocrati e sul burocratese - ha commentato il consigliere comunale Nino Intedonato, che ha portato avanti in consiglio il dibattito dal suo insediamento - Fare impresa a Messina da oggi è più semplice e veloce e con le esenzioni Cosap del 2021 anche gratuito".

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