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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Cronaca

Democrazia partecipata in Sicilia: ecco i Comuni “ritardatari” e “velocisti”

Una cinquantina gli enti che hanno avviato ma non completato l’iter del 2023. Una ventina sono partiti con l’iter di quest’anno e sei lo hanno già concluso. Ma quasi mai “velocità” è sinonimo di partecipazione: curiosità, luci e ombre

Sono circa 50 i Comuni siciliani che nel 2023 hanno attivato il processo di democrazia partecipato ma non lo hanno portato a conclusione. Hanno cioè pubblicato l’avviso, con cui si “inaugura” l’iter, ma non sono andati avanti e, pertanto, non hanno assegnato i finanziamenti dedicati.

Allo stesso tempo ci sono Comuni che invece sono già partiti per il processo di democrazia partecipata del 2024. In 6, anzi, hanno già completato le procedure con tanto di assegnazione delle risorse. Sono Camporotondo Etneo e Mirabella Imbaccari nell’area metropolitana di Catania, San Fratello e Condrò nell’area metropolitana di Messina, Santa Croce Camerina nel Ragusano e Serradifalco nel Nisseno. In tutti, però, si registrano pochi progetti presentati. E manca la fase della votazione da parte dei cittadini, obbligatoria per legge.

Una quindicina, infine, i Comuni che hanno già pubblicato l’avviso per quest’anno e si stanno predisponendo alle altre fasi dell’iter. Tra questi c’è la “capitale” Caltanissetta e poi ci sono Acireale nel Catanese, Torregrotta, Torrenova e Venetico nel Messinese, Bisacquino, Campofiorito, Gangi, Polizzi Generosa, Roccapalumba, Termini Imerese e Ventimiglia nel Palermitano, Cianciana, Grotte e Santo Stefano Quisquina nell’Agrigentino, Comiso nel Ragusano.

In alcuni di questi Comuni però i cittadini non possono presentare progetti ma solo scegliere l’area tematica a cui saranno dedicati i fondi disponibili, in altri non possono votare i progetti che preferiscono perché la scelta resta in capo all’Amministrazione.

«I casi in cui viene eliminata una fase fondamentale della partecipazione, che sia la presentazione di proposte o la votazione, così come i casi di ritardi o di processi “incompiuti” – sottolinea il team del progetto di monitoraggio civico “Spendiamoli Insieme” – ci confermano della necessità di un miglioramento e di un rafforzamento della normativa regionale sulla democrazia partecipata e, dunque, dell’importanza di “Scriviamola Insieme”, la nostra raccolta di firme per la co-progettazione di una nuova legge che permetta ai Comuni di utilizzare in modo semplice, efficace e realmente partecipativo i fondi destinati».

La raccolta di firme è ancora attiva al link: https://www.change.org/p/chiediamo-alla-regione-siciliana-una-nuova-legge-sulla-democrazia-partecipata.

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