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Giovedì, 26 Maggio 2022
Cronaca Milazzo

"Sanità senza governance a Messina e provincia", l'affondo di Cittadinanzattiva

Il coordinatore territoriale Attilio Andriolo, ha denunciato i disagi degli utenti a causa della mancanza di “una pianificazione strategica dei servizi territoriali pubblici e convenzionati”. Il riferimento è in particolare ai distretti di Milazzo, Barcellona e Patti

Le carenze nel settore della riabilitazione in provincia di Messina al centro della protesta di “Cittadinanzattiva”. Il coordinatore territoriale di Milazzo, Attilio Andriolo, ha denunciato i disagi degli utenti a causa della mancanza di “una pianificazione strategica dei servizi territoriali pubblici e convenzionati”. Il riferimento è in particolare ai distretti di Milazzo, Barcellona e Patti.

Secondo Cittadinanzattiva i malati “no-covid”, pagano un prezzo elevato in termini di rinvii di ricoveri e interventi chirurgici o mancati screening, che, soprattutto in pazienti oncologici, possono fare la differenza tra la vita e la morte.

"Non vi è dubbio che lo stato emergenziale ha avuto un ruolo nel far collassare il sistema sanitario siciliano - scrive Andriolo - ma in altri campi appare “chiara ed evidente” la responsabilità di chi può e deve assumersi l’onere di un riscontro del bisogno assistenziale. E’ il caso della riabilitazione in provincia di Messina ed in particolare nei distretti di Milazzo, Barcellona e Patti, in cui da anni si registra l’assenza totale di “governance” e di una pianificazione strategica dei servizi territoriali pubblici e convenzionati ex art.26. A fronte di famiglie sempre più sfiduciate, che hanno perso la forza di protestare, mentre sono costrette a costosi percorsi di cura, che invece ad altri sono garantiti dal Ssr, corrisponde il silenzio dell’Asp di Messina e parimenti dell’assessorato Regionale alla Salute, che un anno fa ha disconosciuto le stesse richieste avanzate dall’Azienda locale, peraltro fortemente condizionate al ribasso a causa dell’assenza di una struttura interna, capace di censire i bisogni reali".

Andriolo segnala  le lunghe liste d’attesa dei soggetti privati convenzionati periodicamente sottoposti a controlli. "E’ una situazione lontana anni luce da quella prevista dalla legge - continua -  che auspica per i servizi riabilitativi un “governo condiviso”, fondato sull’interlocuzione costante tra “pubblico e privato” e sull’equilibrio dell’assistenza tra i distretti socio-sanitari. Al contrario ci viene offerto un quadro desolante dell’offerta riabilitativa, in cui alcune realtà sono sovraccaricate e non riescono ad assorbire l’utenza assegnatagli, mentre altre, che in qualche caso potrebbero equilibrare queste arbitrarie sperequazioni, vengono pervicacemente svantaggiate o addirittura escluse dal sistema territoriale. Il risultato finale di tali scelte, tutte portate a danno dei soggetti cosiddetti “fragili“ e “fragilissimi”, è che operatori autorizzati non riescono a prendere in carico ulteriori disabili, mentre quelli autorizzabili vengono impediti nel farlo. Tutto ciò accade a danno delle risorse a disposizione, di norma insufficienti, ma che così non vengono incrementate e non vengono neanche spese interamente. Tutt’altra cosa è il “governo condiviso” con le parti sociali ed il terzo settore. Stiamo assistendo ad un vuoto di gestione, ad una politica dell’immobilismo da parte dell’Asp messinese, che non apre un tavolo di concertazione anche per ricercare ulteriori risorse, capaci di fare fronte al fabbisogno assistenziale, secondo regole trasparenti e coerenti con le indicazioni di appena un anno fa, quando, oltre al bisogno semiresidenziale, veniva rappresentata alla Regione Siciliana la mancanza di centinaia di prestazioni ambulatoriali e domiciliari. Cittadinanzattiva - conclude - auspica pertanto una pronta risoluzione delle problematiche, testè denunciate, che affliggono la riabilitazione nella provincia di Messina, invita le parti in causa ad aprire un tavolo di concertazione, mentre essa si farà carico di vigilare, perché vengano garantiti i diritti dei disabili e delle categorie più fragili".

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