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Cateno De Luca

Cateno De Luca

Volgare e diseducativo, ondata di indignazione contro il sindaco: “Non vogliamo vergognarci di essere messinesi”

Dopo l'avvocato Santi Delia e un gruppo di genitori, anche il Garante dell'infanzia e il segretario del Cpo dell'Ordine degli avvocati contestano il messaggio dagli altoparlanti "Io rustu a casa picazzimiei...". L'appello al prefetto anche da ArticoloUno

“Scurrile e volgare, ancor più se accostato agli auguri per la Santa Pasqua e fortemente diseducativo”. Ha dovuto prendere carta e penna e scrivere al prefetto anche il Garante per l’Infanzia e l’adolescenza Fabio Costantino dopo aver ricevuto ieri un atto stragiudiziale da parte dell’avvocato Santi Delia, sottoscritto insieme ad un gruppo di genitori, contro quello che è ormai diventato lo stile comunicativo del sindaco Cateno De Luca. Uno stile che sempre più rischia di identificare la città stessa con le sue comparsate in tv.

Nel mirino stavolta, c’è l’ultimo “avviso” ai cittadini, strombazzato dalle auto che manda in giro per la città. Orgoglioso di aver scopiazzato dai social e rilanciato l’hashtag in dialetto siciliano  “io rusto a casa”, chiedendo ai messinesi di non uscire per la pasquetta, non ce l’ha fatta a contenersi e ha dovuto rincarare la dose aggiungendo “Pi cazzi miei. Santa Pasqua a tutti voi”.

Chi rifugge dal cattivo gusto cade nel gelo, era l’invito di Neruda a non dimenticare i sentimenti più appassionati. Ma quando è troppo è troppo. Costantino ne ha parlato anche con l’ arcivescovo di Messina, Monsignor Giovanni Accolla, che condivide la necessità che in città si avvii un autentico clima di pacificazione tra tutti i rappresentanti delle Istituzioni, e invita il prefetto a intervenire presso il sindaco e il comandante della Polizia Municipale per vietare la diffusione del messaggio “che appare, allo scrivente e ai cittadini che a me si sono rivolti, offensivo e volgare.

Io rustu a casa picazzimiei, l'arcivescovo: “Vergogna, devono pentirsi pubblicamente”

L’utilizzo di un linguaggio scurrile e volgare – scrive Costantino -  ancor più se accostato agli auguri per la Santa Pasqua, appare allo scrivente diseducativo per i tanti minori che si affidano alle Istituzioni dello Stato con fiducia ed offensivo per i tanti credenti della città. In un momento in cui il nostro Paese attraversa uno dei momenti più difficili della sua storia recente a causa dell’Emergenza Sanitaria per Covid 19, dispiace constatare che nella Città di Messina si respira, da qualche tempo, un clima di conflitto con le Istituzioni dello Stato e di divisione tra i cittadini”.

Ma ha fatto di più l’avvocato Delia che oltre il Garante, prefetto, arcivescovo e ministro degli interni, interpella la procura per “le valutazioni di compenza” ravvisando “atti contrari alla pubblica decenza” in base all’art. 726 codice penale.

“Siamo davvero oltre – spiega l’avvocato Delia – sentire quella macchina passare e dover spiegare ai miei figli che chi parla in quel modo è chi ci rappresenta, mi ha davvero fatto sentire in imbarazzo. Lo stesso che provo quando qualche collega che vive in altre città mi chiama e commenta questi atteggiamenti del sindaco che rischiano di far diventare la città stessa uno zimbello. Non vogliamo vergognarci di essere messinesi e di chi ci rappresenta”.

Sulla vicenda sta preparando una denuncia anche il segretario del Comitato Pari opportunità dell’Ordine degli avvocati Luigi Giacobbe. Giacobbe, che stigmatizza l’annuncio megafonico. “Visto il danno mediatico subito dall’intera comunità messinese”, chiederà alla procura della repubblica l’apertura di un fascicolo nonché l’intervento risolutivo del prefetto. “Non è lontanamente ipotizzabile - spiega -  che 'la massima autorità locale', come piace definirsi il dottore Cateno De Luca  possa conciliare il sacro con il blasfemo e far inorridire tutti i genitori messinesi i quali, ovviamente, non sanno come giustificare ai propri figli la frase ad effetto sbraitata dall’altoparlante dell’autovettura comunale per le vie cittadine”.

Sulla vicenda anche ArticoloUno. «Ci domandiamo cosa c’entrino il turpiloquio e la strumentalizzazione dei minori - svrive il segretario Domenico Siracusano invitanto prefetto e autorità competenti ad intervenire - nella gestione di una crisi epidemica come quella che stiamo vivendo. Crediamo sia fondamentale recuperare equilibrio e rigore istituzionale a partire dalla gestione della comunicazione con la cittadinanza. Di fronte ad una situazione che si prolungherà, con tutte le conseguenze che abbiamo già segnalato dal punto di vista sociale ed economico, è fondamentale che chi ha responsabilità di governo le eserciti con decoro, evitando isterie, nel rispetto delle persone e delle istituzioni”.

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