Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Coronavirus, medici senza dispositivi di protezione e assicurazione Inail: la procura apre una inchiesta

La denuncia del sindacalista del Fespa Domenico Buggè in tre procure. Mentre sul poliambulatorio di via del Vespro risponde il ministero: “Chiesta una indagine ispettiva alla Regione”

Il malessere covava da tempo. Tante le categorie del settore ospedaliere che non ci stanno a stare in trincea senza armi. Le armi sono in questo caso i dispositivi di protezione individuali ma anche le eventuali assicurazioni all’Inail che l’Asl di Messina non avrebbe mai stipulato. A denunciarlo in tre procure il sindacato Fespa, la Federazione specialisti ambulatoriali che ha determinato l’apertura di un fascicolo. La denuncia è stata presentata alla procura di Messina, Patti e Barcellona dal segretario Domenico Bruno Buggè. Oggetto: il decreto legislativo 81 / 2008 sugli obblighi del datore di lavoro in riferimento alla tutela della salute.

“Il sindacato Fespa – si legge nella denuncia -  informa la Procura competente per il territorio dell’ Asp di Messina, di aver richiesto con più note al titolare rappresentante dell’Azienda Asp, di dotare gli operatori sanitari, medici specialisti ambulatoriali interni, veterinari ed altri professionisti dei dispositivi di protezione individuali”.

Buggè mette in evidenza non tanto l’attuale emergenza epidemiologica che poteva trovare impreparato qualsiasi amministratore “ma la non antecedente applicazione delle previsioni normative di cui al titolo X - Esposizioni da agenti Biologici - del D. Lgs. 81 /2008 che delineano obblighi in capo al datore di lavoro in riferimento alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori che comprendono misure tecniche, organizzative, procedurali, igieniche, d’emergenza, d’informazione e formazione, di sorveglianza sanitaria (legge 38/2000), misure da adottare in riferimento alla valutazione dei rischi”.

Fespa ha richiesto il  3 marzo con Pec all’ Asp di Messina copia del documento di valutazione del rischio biologico dei Medici Specialisti ambulatoriali interni, per valutare anche se i lavoratori abbiano ottemperato a quanto previsto dalle disposizioni di legge ma non ha ancora ricevuto nessun riscontro. “In particolare – spiega Buggè – vogliamo conoscere se sono stati aggiornati negli ultimi cinque anni i documenti di valutazione del rischio biologico dei medici specialisti Ambulatoriali interni. Sappiamo, tra l’altro, che i medici non sono stati  assicurati all’Inail”.

Il dottore Buggè aveva già segnalato al ministero anche i dubbi sulla gestione dell’emergenza Covid al poliambulatorio di via del Vespro e degli altri poliambulatori dell’Asp e proprio oggi ha ricevuto dal ministero della Salute una pec in cui il ministero dà mandato alla Regione di avviare una attività ispettiva. In particolare Buggè chiede di capire se tutte le persone entrate in contatto con i dipendenti risultati positivi in via del Vespro fossero stati sottoposti a tampone. Anche sui risultati stessi degli esami, Buggè ha i suoi dubbi perché l’unico positivo al Covid fra i convenzionati (medici specialisti ambulatoriali) non è stato ancora sottoposto al secondo tampone.

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