Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

Desaparecidos, udienza preliminare per militare italo-argentino che vive a Portorosa

Il governo argentino non si costituirà parte civile nel procedimento in corso a Roma nei confronti di Carlos Malatto, accusato di omicidio per la morte di otto persone

Udienza preliminare a Roma questa mattina, in aula presente l'imputato 75enne che vive nel rifugio dorato di Portorosa-Furnari, località turistica della provincia di Messina.

Il governo argentino non si costituirà parte civile ma resterà solo parte offesa nel procedimento in corso a Roma nei confronti di Carlos Malatto, cittadino italiano e tenente colonnello dell'esercito di Buenos Aires, accusato di omicidio per la morte di otto persone nell'ambito del Piano Condor, la repressione delle giunte militari del Sudamerica contro gli oppositori politici attuata alla fine degli anni '70.

All’udienza preliminare che si è svolta oggi a Roma hanno depositato istanza come parte civile invece la presidenza del Consiglio dei ministri italiano, il Pd, Cgil Cisl e Uil, l’associazione ’24 marzo onlus’, la Rete federale per i diritti umani, l’Assemblea permanente per i diritti umani e il partito comunista argentino. Al termine dell’udienza, alla quale era presente Malatto, ora 75enne che vive in Sicilia, in provincia di Messina, il giudice si è riservato di decidere rinviando al 9 settembre.

L'ex militare argentino che vive nel Messinese, il governo vuole essere parte civile al processo

Presente in aula oggi fra gli altri Miguel Santuccio, fratello di Daniel, uno degli ultimi ‘ritrovati’ dei tempi della dittatura militare, il ‘nipote 133’, che ha scoperto con l’esame del Dna, dopo 46 anni, di provenire da un’altra famiglia, finita vittima delle violenze del regime militare degli anni ’70. ‘’E’ stata una sensazione forte rivedere Malatto in aula – ha detto Santuccio – il governo argentino di Milei è negazionista e per questo non vuole costituirsi parte civile. Speriamo che in Italia si riesca a fare giustizia ma voglio lanciare un appello per sostenere la raccolta firme contro la decisione di cancellare l’unità investigativa che da anni cerca i figli di coppie desaparecidos’’. La procura di Roma, dopo una denuncia presentata nel 2015, lo scorso anno ha chiuso le indagini su Malatto, che dal 2011 vive in Italia.

Fonte: AdnKronos

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