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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Cronaca

Dimensionamento scolastico, accorpati undici istituti nella provincia: quattro in città, ecco quali

La decisione della Regione è arrivata questo pomeriggio. La Flc Cgil: "Abbiamo impugnato il provvedimento con i primi esiti che purtroppo non sono positivi, ma siamo in attesa della risposta nel merito da parte del tar del Lazio che si pronuncerà il 6 febbraio"

La firma del decreto dell'assessore regionale alla pubblica istruzione Turano è arrivato nel pomeriggio in seguito alla conferenza che ha deciso le sorti della rete scolastica siciliana apportando un dimensionamento che riguarderà l'autonomia di 95 scuole in tutta la regione, di cui 2 in città e 9 nella provincia di Messina. Si tratta di quegli istituti che non raggiungono i 900 iscritti e che, quindi, saranno accorpate ad altri. 

A Messina saranno accorpati gli istituti comprensivi "Villa Lina" e "Battisti Foscolo" e gli istituti superiori "Jaci" e "Caio Duilio"; stessa sorte per quelli di Mistretta che lavorerà con Tusa. I comprensivi di Capo d'Orlando e Sant'Agata di Militello riuniti sotto un'unica dirigenza, esattamente come l'istituto "Torricelli" e il "Tomasi di Lampedusa". Ancora dimensionamento per gli istituti di San Filippo del Mela e Santa Lucia del Mela. A Milazzo è stato accorpato il comprensivo numero 1, mentre a Barcellona Pozzo di Gotto soppressi gli istituti "Militi" e "D'Alcontres". Infine a Santa Teresa di Riva la direzione didattica sarà accorpata al comprensivo. 

Questo, almeno, secondo le prime ipotesi. Dopo la firma dell'assessorato regionale il documento diventa immediatamente esecutivo. I cambiamenti dovrebbero essere attuati a partire dall'anno scolastico 2024/2025.

Flc Cgil: "Il governo regionale ha preferito sacrificare i giovani e i loro diritti sull’altare dei tagli"

"Nel corso del suo intervento l’assessore Turano ha descritto questo dimensionamento come un percorso inevitabile chiesto dall’Unione Europea e finalizzato ad ottenere i finanziamenti del PNRR, ma questa non rappresenta la giusta interpretazione di quanto si legge nella missione della scuola, dove si parla di razionalizzazione in termini di classi e non certo di istituti in quanto si fa riferimento all’uso della lezione frontale in classe non in modo esclusivo ma flessibile", commenta la Flc Cgil che ha impugnato il provvedimento con i primi esiti che, spiegano, non sono positivi, ma siamo in attesa della risposta nel merito da parte del tar del Lazio che si pronuncerà il 6 febbraio. Abbiamo lanciato una in raccolta firme contro il dimensionamento che, in pochi giorni ha avuto più di 5 mila adesioni. Ci dispiace apprendere che il governo regionale ha preferito ancora una volta sacrificare i giovani e i loro diritti sull’altare dei tagli", si legge. 

Gli istituti coinvolti dall'accorpamento saranno tanto i comprensivi quanto due scuole superiori. "Nessun riferimento si fa però al PNRR afferma la segretaria generale della FLC CGIL di Messina, quando l’Europa chiede di ridurre il numero di alunni per classe, perché questo rappresenterebbe un costo, mentre invece, ben nascosti sotto il falso vessillo di “ce lo chiede l’Europa” abbiamo finito per tagliare il diritto allo studio in un territorio già fortemente penalizzato da fenomeni di abbandono scolastico, di povertà educative", scrive ancora la Cgil. 

"Quindi la responsabilità politica di questi tagli è tutta del governo e della regione Sicilia, in particolare, continua la sindacalista, che non ha saputo difendere il proprio territorio dall’ennesimo attacco ai diritti garantiti dalla Costituzione. Come regione Sicilia paghiamo già un prezzo altissimo in termini di carenze di ambienti scolastici, di palestre, di spazi adatti per realizzare le mense e poter aumentare il tempo scuola dei nostri bambini che, al termine del primo ciclo, a conti fatti, passano a scuola due anni in meno rispetto ai coetanei che vivono in una regione del nord", si legge ancora. 

"Con questi tagli, abbiamo ulteriormente confermato che un diritto fondamentale come la scuola pubblica non è uguale su tutto il territorio ma rimane legato al luogo geografico in cui si nasce o si vive. Sono scelte miopi come queste che condannano un territorio a fenomeni sempre crescenti di denatalità e di spopolamento: senza scuola, senza sanità, arretrano i servizi pubblici, e dove gli abitanti scarseggiano, non ci sono investimenti, non ci sono opportunità occupazionali, scompaiono le comunità e si va verso la desertificazione umana", concludono. 

articolo modificato il 5 dicembre 2023 // aggiunte scuole e comuni coinvolti 

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